"Palermo sempre più internazionale| Dobbiamo salvare la cantieristica"

“Palermo sempre più internazionale| Dobbiamo salvare la cantieristica”

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Dalla Fiera ai mercati, da Almaviva agli over 45. Intervista all'assessore Marano (nella foto).

PALERMO – In questi anni abbiamo puntato sull’internazionalizzazione di Palermo e sulle politiche attive del lavoro, su cui non abbiamo una competenza specifica ma che sono fondamentali per una città che ha percentuali molto alte di disoccupazione. Stiamo rigenerando la Fiera del Mediterraneo e promuovendo l’imprenditorialità, specie quella giovanile e femminile ma senza dimenticare gli over 45”. Infermiera, sindacalista di caratura nazionale, candidata presidente della Regione e, da maggio 2014, componente della squadra di governo di Leoluca Orlando a Palazzo delle Aquile: un lungo cursus honorum, quello di Giovanna Marano, che da due anni tenta di rilanciare le Attività produttive della quinta città d’Italia.

“Come tutte le città del Meridione contiamo su risorse limitate da dedicare alle Attività produttive – spiega a Livesicilia Giovanna Marano – lavoriamo ogni giorno sulle emergenze tentando però di non farci seppellire, ma di allungare lo sguardo. Ho pensato di mettere la mia esperienza precedente a disposizione della mia città perché quella della rappresentanza del lavoro è una frontiera sociale importante. Infatti ho conosciuto il mondo delle istituzioni regionali e nazionali con uno sguardo a 360 gradi sui temi dello sviluppo e ho assunto il ruolo di assessora con l’entusiasmo di chi percepiva che Palermo è una città in cammino verso il cambiamento. Ho partecipato in questi due anni da amministratrice a un’impresa collettiva perché quello di giunta è un lavoro di squadra, confrontandomi e condividendo scelte e decisioni, discutendo e parlando con tutti, anche all’esterno. Un dialogo a tutto campo che è necessario per una città che deve riuscire a trovare nuove leve per lo sviluppo locale: alcuni dati economici dicono che partiamo da buoni presupposti come quello delle presenze turistiche, ma dobbiamo fare i conti con una disoccupazione giovanile e femminile tra le più elevate in Europa. Ci siamo confrontati con i soggetti produttivi e con coloro che costituiscono importanti interlocutori del tessuto economico come associazioni di categoria, movimenti, sindacati per tentare di trovare modalità con cui, rispetto ad alcuni temi chiave come l’innovazione e lo sviluppo, si possa fare fronte comune. Abbiamo poche risorse, è vero, ma possiamo provare a metterci in sintonia per costruire sinergie. La risposta più forte in questo senso è venuta dai soggetti associativi nuovi, dai giovani che hanno accettato la sfida di restare a Palermo per provare a trovare qui un lavoro, una realizzazione professionale che consenta di dare il proprio contributo alla crescita del tessuto produttivo. Mi riferisco a soggetti giovani che si occupano di imprese innovative, di start-up, di gestire progetti di mobilità sostenibile, di produzione culturale: da qui l’idea di una rete partecipativa che abbiamo chiamato ‘Pa-working’ con cui il mio assessorato si è fatto anche promotore di cambiamento. Da questa rete partecipativa, nel dicembre del 2014, sono venuti fuori spunti molto interessanti e idee che abbiamo trasformato in realtà come lo sportello Fare Impresa,attraverso un soggetto esterno accreditato che tre volte alla settimana prende in carico e orienta donne, giovani e chi decide di avviare una esperienza imprenditoriale, o il Festival dell’ingegno: processi che aiutano a coltivare in città la crescita di quell’ecosistema che dovrà archiviare la cultura del posto fisso e convertirla in un nuovo saper fare imprenditoriale”.

Un obiettivo ambizioso, specie per una città che affronta gli effetti della crisi. Se la vertenza Almaviva sembra essere rientrata, almeno nell’immediato, resta aperto il capitolo Fincantieri. “Palermo nel Sud è ormai la capitale dei call center. La vicenda Almaviva ci ha fatto tremare i polsi, ma quell’accordo contiene un corridoio: in questi 18 mesi, che sono già iniziati, tutti i soggetti firmatari devono con impegno ed energia far fronte comune per un intervento sistemico sul settore, sconfiggendo le delocalizzazioni e sostenendo tutte le misure che puntino a valorizzare una dimensione produttiva del nostro territorio e del Mezzogiorno. Il sindaco Orlando ha sollecitato e ottenuto per fine giugno una convocazione dalla Regione proprio per questo. Per quanto riguarda Fincantieri, dobbiamo partire dal presupposto che la cantieristica è rimasta la vocazione industriale più antica del nostro territorio, dobbiamo pertanto salvaguardarla e sostenere ogni misura che possa consolidarne la prospettiva e il futuro. Siamo convinti che si debba affermare la necessità di avere dei carichi di lavoro, oggi che Fincantieri peraltro attraversa una fase florida, che prescinda dal medio o lungo termine e dalla questione della infrastrutturazione. Comunque siamo certi che l’infrastrutturazione sia importante e che serva nel medio termine ad affermare capacità differenti per missioni produttive ancora più solide”. Tra le buone notizie anche la riapertura di Max Living sotto le insegne di Mediaworld: “E’ un fatto positivo, anche se per noi sarebbe stato importante acquisire una maggiore disponibilità alla rioccupazione dei vecchi lavoratori. Siamo rimasti delusi”.

Resta cruciale però la frontiera dell’internazionalizzazione. “Palermo, grazie anche alla riconoscibilità internazionale del nostro sindaco e alla caratterizzazione di città dell’accoglienza, ha rafforzato i ponti culturali: basta osservare il teatro Massimo che e’ stato in Oman e che andrà l’anno prossimo in Giappone. I ponti culturali sono decisivi anche in termini economici e produttivi, non a caso da quando si e’ affermato il riconoscimento Unesco sono cresciute anche le opportunità di scambi o di workshop economici come quelli già realizzati con la Corea, la Spagna, la Tunisia, il Marocco, la Bulgaria, l’Azerbaijan, la Cina, l’Argentina e la Bielorussia. Recentemente abbiamo inoltre rinnovato con Arca e Confindustria il protocollo di adesione al network europeo Enterprise per rafforzare gli scambi internazionali delle nostre imprese. Siamo convinti di dover favorire la presenza in manifestazioni ed eventi per dare visibilità alle imprese, da quelle innovative a quelle riconoscibili che già rappresentano le vocazioni produttive del territorio. L’innovazione e l’internazionalizzazione sono le chiavi di volta per lasciarsi alle spalle gli effetti di una lunga crisi”.

Ma tra le competenze dell’assessorato di via Ugo La Malfa, oltre al tema del lavoro, rientrano anche settori che riguardano da vicino le attività economiche come la Fiera del Mediterraneo. Si è da poco chiusa la Campionaria, che ha fatto registrare buoni numeri ma soprattutto la riapertura di ulteriori padiglioni. Il meccanismo messo a punto dall’amministrazione Orlando prevede infatti la possibilità di pagare il canone non in contanti, ma in servizi: uno strumento che ha consentito finora il recupero di otto spazi (i padiglioni 22, 16, 20, 5a, 5b, 3 e padiglione Enel), oltre all’area del bar. “Una dimostrazione dell’efficacia della sinergia fra pubblico e privato – spiega la Marano – un processo iniziato a settembre del 2014 con la pubblicazione di un avviso, per sottrarre l’area al degrado e restituirla alla città, avviso tutt’ora aperto che ha consentito di realizzare 4 manifestazioni nel 2014, 17 nel 2015, 6 nei primi mesi del 2016 e ce ne sono già calendarizzate altre 12, mentre nel 2017 il numero salirà a 24”.

In consiglio giace il Rum, Regolamento unico dei mercati, che comprende tre sezioni: mercati generali, settimanali e storici. “La prima e la terza sezione sono state esitate dalle commissioni, mentre la seconda ha ricevuto diverse critiche e abbiamo quindi pensato fosse giusto rivederla, anche alla luce dell’esperienza maturata con un progetto sperimentale. Ogni settimana registriamo criticità e il mal contento dei residenti e degli operatori dei mercati settimanali per la presenza degli abusivi: una serie di questioni che meritano anche un aggiornamento del testo presentato e che la commissione ha ritenuto carente. C’è una discussione in corso e siamo convinti che si debba correggere il testo con emendamenti condivisi. Uno dei problemi, per esempio, è individuare le aree per ospitare 23 mercati settimanali che forse sono troppi: abbiamo invitato le circoscrizioni a esprimere parere e a darci suggerimenti su quali accorpare, ma senza successo. Siamo arrivati alla conclusione che, dove è possibile, si devono usare aree pubbliche idonee che mettano in sicurezza il mercato per i residenti, affinché sia una opportunità per i cittadini e non un supplizio settimanale. Dove non c’è la disponibilità di aree pubbliche proveremo a individuarne di private, come quelle già sottoposte a vincoli espropriativi ormai decaduti. Ovviamente a questo si deve aggiungere la necessità di una gestione partecipata, di una assunzione di corresponsabilità degli operatori attraverso formule di coogestione. Solo così potremo combattere l’abusivismo, contenere le spese e garantire un maggior livello di sicurezza. I mercati devono diventare sostenibili per tutti, anche attraverso l’obbligo alla raccolta differenziata dei rifiuti. Per quanto riguarda i mercati generali, anche lì dobbiamo responsabilizzare fortemente i concessionari. Siamo ottimisti sul progetto della realizzazione del mercato generale a Bonagia, ma già oggi i mercati generali sono uno snodo importante per la vita economica della città e richiedono interventi innovativi. Viviamo in un periodo di riscoperta della produzione agricola del territorio, in cui si punta sulla filiera corta e sulla biodiversità: il mercato generale e’ una sede di intermediazione, in cui c’è il passaggio di una parte importante della produzione agricola del territorio. Dobbiamo attivare processi di valorizzazione dei nostri prodotti che portino la grande distribuzione ad acquistare nel nostro mercato Ortofrutticolo. Dobbiamo aggiornare un mercato concepito 50 anni fa: per questo i giovani ci hanno fatto delle proposte e abbiamo approvato una delibera in cui prevediamo che l’Ittico e l’Ortofrutticolo siano sede di coworking-laboratori. All’Ittico partirà già entro qualche settimana”.

Il pensiero però è già rivolto a ottobre e agli eventi utili alla destagionalizzazione dei flussi turistici, in costante aumento: oltre all’avviso per la nuova edizione del festival dello Street food, è in preparazione quello per l’autunno. “In questi anni abbiamo promosso degli avvisi per la primavera e l’autunno che servissero anche a rigenerare le aree pedonalizzate, come fatto con successo per la giornata internazionale del libro in corso Vittorio Emanuele. Le risorse a nostra disposizione sono pari a zero, ma siamo pronti a concedere gratuitamente l’utilizzo del suolo pubblico. Ovviamente speriamo che le risposte riescano a qualificare la nostra offerta turistica, non solo dal punto di vista enogastronomico”.

Sul fronte della pubblicità, sono state inviate in consiglio comunale le planimetrie aggiornate previste dal regolamento. “Pensiamo che sia un buon lavoro che possa fungere da base per arrivare ai bandi. Speriamo che il consiglio rispetti i termini che si è dato, ma siamo anche fiduciosi nella collaborazione delle aziende interessate del territorio. I bandi di gara e i contenuti aggiornati sono a garanzia di una fase che coinvolgerà tutti i soggetti interessati nello scrivere una nuova pagina dal punto di vista amministrativo e imprenditoriale, dando trasparenza, decoro urbano alla città, introiti certi e speriamo una buona dose di innovazione tecnologica a servizio della bellezza di Palermo”.

Ma quali saranno gli obiettivi per quest’ultimo anno di sindacatura? “Innanzitutto consolidare la prospettiva della presenza delle imprese che gravitano tra call center e Ict, che riguarda il destino di tante giovani donne e tanti uomini che vi lavorano nel nostro territorio. Una vocazione produttiva da rilanciare oltre che difendere, come fatto in questi mesi con la crisi di Almaviva. Palermo è sempre più capitale dei call center e delle connessioni che muovono le reti più avanzate. Spero che il Festival dell’Ingegno possa diventare una manifestazione stabile che manifesti la forza di un rapporto virtuoso fra conoscenza, impresa e istituzioni del territorio. Abbiamo chiesto alle imprese di dare valore alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, alla loro qualità. L’ingegno è stato scelto come valore per affermare la nostra abilità tutta palermitana, nella ricerca di soluzioni originali per far fronte a problemi concreti con risorse limitate. Inoltre nei prossimi mesi la realizzazione di una serie di interventi di politica attiva del lavoro, per i giovani ma anche per gli over 45, potrebbero essere attivate dal nostro Sportello, se si concretizzassero le misure previste dal governo nazionale e regionale. Questo sarebbe decisivo per restituire fiducia e reddito a chi ha perso il lavoro, pagando il costo più elevato della crisi negli ultimi anni. Abbiamo ereditato una città in forte declino e abbiamo riacceso alcune speranze. L’attenzione ai giovani e un lavoro in comune con l’Università e i tanti talenti di questa città è forse la cosa più importante da realizzare. Non solo la reputo giusta, ma mi ha anche arricchito personalmente. Guardando tante di queste ragazze e di questi ragazzi so che Palermo ha risorse importanti, potrà crescere e consentire magari il ritorno a tanti di loro che sono emigrati. Palermo può fare la differenza per l’intero Mezzogiorno, ritrovando in se stessa energie e risorse per rigenerarsi e far rifiorire lo sviluppo locale riscoprendo sinergie solidali e creative, favorendo la crescita di un nuovo tessuto imprenditoriale geniale e sostenibile”.

 

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