Palermo, Villa Sofia: parcelle e delibere false per incassare i soldi

Palermo, Villa Sofia: parcelle e delibere false per incassare i soldi

Un dipendente amministrativo patteggia la pena
IL PROCESSO
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PALERMO – Sceglie di patteggiare una condanna a 3 anni e quattro mesi di carcere. Alessandro Cuccio, 67 anni, ex dipendente amministrativo dell’Azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, chiude così la vicenda giudiziaria che lo vede imputato per truffa e falso.

Falsi erano i documenti grazie ai quali ha ottenuto rimborsi di spese legali mai sostenute. Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Giorgia Spiri, Cuccio ha incassato 16.000 euro che non gli spettavano (li sta restituendo dopo che la Corte dei Conti lo ha citato a giudizio per danno erariale). Altri 7 mila euro li avrebbe presto ottenuti se solo il responsabile degli affari legali dell’azienda sanitaria, Sergio Buccellato, non si fosse accorto del raggiro.

Tutto si basava sulle sentenze in cui Cuccio risultava essere stato assolto e sui decreti di archiviazione delle inchieste a suo carico (si tratta di vicende in corso per delle irregolarità in alcune gare di appalto). Per rendere la storia credibile ecco spuntare pure le fatture apparentemente rilasciate da tre noti avvocati penalisti palermitani.

Con queste pezze di appoggio Cuccio avrebbe predisposto le delibere, da lui stesso firmate, con cui dava il via libera ai rimborsi. Una condizione, secondo la Procura, di conflitto d’interessi che ha fatto scattare anche al contestazione di abuso d’ufficio.


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