Palermo, 'Cuoche combattenti' contro la violenza: "Io ce l'ho fatta"

‘Cuoche combattenti’ contro la violenza: “Io ce l’ho fatta” VIDEO

La storia della palermitana Nicoletta sia da esempio per altre donne
IL RACCONTO
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PALERMO – “Tu sei perfetta così come sei”, c’è scritto sul tappo di un vasetto di pesto con le noci. Varcando la porta di ingresso del laboratorio delle “Cuoche combattenti” si sente il profumo delle conserve, quelle buone fatte in casa, e il gusto della libertà. Perché non c’è vita senza libertà.

Si mescolano sapori e pensieri al civico 11 di piazza generale Cascino, a Palermo. La prima cuoca combattente è lei, Nicoletta Cosentino. Una storia sentimentale opprimente che le toglieva il respiro. Anni trascorsi con la paura di non riuscire a chiudere una parentesi di vita. Poi, la vita, se l’è ripresa. Con forza e coraggio. Non ce l’avrebbe fatta – ammette – senza il supporto, legale e psicologico, del centro anti-violenza “Le Onde onlus” (qui la nostra intervista alla presidente Elvira Rotigliano).

Cuoche combattenti
Le cuoche combattenti

La scintilla è scattata facendo uno stage di cucina. L’autostima è cresciuta. Ha capito di volere stare ai fornelli non perché qualcuno glielo imponesse, ma per scelta. Ed è diventata una cuoca combattente, al fianco di altre donne che hanno sofferto per le sue stesse ragioni. Ora nel laboratorio che ha fortemente voluto sfornano conserve, sughi e dolci. Le spediscono in Italia e nel mondo. Piacciono molto, innanzitutto perché i prodotti sono buonissimi e poi vuoi mettere quelle scritte sui tappi!

Il 25 novembre è una data da segnare sul calendario, la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Nicoletta ce l’ha fatta, sa che tante, troppe donne vivono una condizione di disagio. Sa quanto “sia difficile comprendere gli abusi psicologici”.

Non è più tempo di restare chiuse in casa, sottomesse. Dalla sua bottega Nicoletta lancia un messaggio di riscatto. Un altro mondo è possibile. I lacci della sottomissione, che a volte sfocia nell’aggressione fisica (la Sicilia ha un triste primato), possono essere tagliati. È un messaggio che ha il profumo delle conserve, quelle buone fatte in casa, e la forza delle idee.


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