Palermo, omicidio di Paolo Taormina: l'inchiesta è chiusa

Paolo Taormina ucciso con un colpo di pistola in testa per futili motivi

Paolo Taormina
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La Procura ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio

PALERMO – Omicidio volontario aggravato dai futili motivi. La Procura di Palermo chiude le indagini sul delitto di Paolo Taormina e notifica l’avviso all’assassino reo confesso Gaetano Maranzano che rischia la condanna all’ergastolo.

Le analisi dei carabinieri del Ris nei mesi scorsi hanno confermano che il giovane di 21 anni è stato assassinato con la pistola calibro 9 che Maranzano, 28 anni, ha consegnato al momento dell’arresto.

Resta il dubbio del movente dell’omicidio, avvenuto una notte dello scorso ottobre davanti al pub che la vittima gestiva assieme ai familiari di fronte il Teatro Massimo. Sono state scandagliate tutte le piste, anche quella del delitto d’onore suggerita dallo stesso Maranzano.

Disse di avere fatto fuoco perché il giovane lo aveva guardato con aria di sfida all’esterno del locale. Lo avrebbe riconosciuto perché qualche tempo prima la vittima ventunenne aveva rivolto degli apprezzamenti sui social alla ex moglie.

La questione d’onore, però, non è emersa dall’analisi dei cellulari, né dalle dichiarazioni dei protagonisti raccolte dagli investigatori coordinati dai pubblici ministeri Maurizio Bonaccorso e Ornella Di Rienzo.
Nessun contatto o messaggio sospetto. Taormina e Maranzano non si sono incrociati né direttamente, né indirettamente prima del delitto.

Allora resta in piedi l’ipotesi che Taormina uscì dal locale quando si accorse che c’era una rissa che coinvolgeva gli amici di Maranzano. Probabilmente Maranzano ha solo tentato di costruirsi un movente, una sorta di giustificazione per un gesto ingiustificabile. Maranzano ha premuto il grilletto per futili motivi.

mafia Zen
Gaetano Maranzano

Dopo l’omicidio Maranzano è andato a casa allo Zen, dive c’era la madre, da un amico a cui ha consegnato le pacchiane collane che indossava al momento dell’omicidio e infine all’Uditore dove l’ex moglie viveva con la figlia. Anche questa è indicata come una scelta per cercare di presentarsi agli investigatori come un padre di famiglia. La donna è stata trasferita in una comunità lontano dalla Sicilia su ordine della Procura per i minorenni che ha chiesto la decadenza della potestà genitoriale per il padre. Ci sono delle foto raccapriccianti di Maranzano che impugna la pistola nel contesto familiare, noncurante del pericolo.

Un gesto fulmineo quello di Maranzano. Nel video acquisito dagli investigatori si vede l’assassino sorprendere alle spalle Taormina, ucciso con un colpo di pistola alla testa. “Faceva lo scaltro e gli ho sparato”, ha detto l’assassino.

La telefonata al 112 arrivò alle 2:53 di notte. Alle 3:07 i sanitari del 118 constatarono la morte di Paolo Taormina davanti al pub “O Scruscio” in via Spinuzza. Dieci ore dopo i carabinieri grazie ad un video avevano ricostruito le fasi dell’agguato e arrestarono l’assassino.

La sera prima c’era stato un battibecco. Maranzano era al pub. Voleva andare in bagno, gli chiesero di pazientare perché il pavimento era bagnato. L’assassino reagì male, solo a parole però, gonfiando il petto. All’indomani sparò e uccise Paolo Taormina per futili motivi.


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