In Sicilia i precari degli enti locali, circa 22.500 persone che lavorano per conto dei comuni e delle Province regionali, preparano la mobilitazione di domani, a Palermo, organizzata dagli autonomi del Movimento giovani lavoratori (Mgl) che intende fare pressione nei confronti dei governi, nazionale e regionale, con lo scopo di ottenere la deroga al patto di stabilita’ senza la quale le amministrazioni pubbliche non possono rinnovare i contratti in scadenza per i lavoratori, alcuni in servizio da vent’anni. La battaglia dei precari e’ sostenuta dall’Associazione nazionale dei comuni (Anci), dall’Unione delle province (Upi), dai confederali di Cgil, Cisl e Uil. Il governo di Raffaele Lombardo ha avviato un confronto con i ministeri competenti e col governo centrale per cercare una soluzione, dopo che il commissario dello Stato nei giorni scorsi ha impugnato una norma della finanziaria regionale, approvata il primo maggio, che avviava il percorso di stabilizzazione dei precari degli enti locali. L’assessore regionale al Lavoro, Lino Leanza (Mpa), ha minacciato le dimissioni se non sara’ trovato un rimedio. Pur avendo l’obiettivo comune della tutela dei 22.500 posti di lavoro, pero’ il fronte al momento marcia in ordine sparso. Cgil Cisl e Uil, infatti, non hanno aderito alla mobilitazione di domani e ne hanno indetta un’altra per il 3 giugno. A Palermo domani sono attesi migliaia di precari che si sono dati appuntamento in piazza Marina; in corteo raggiungeranno Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana.
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