"Peculato per i viaggi in auto blu" | Condannata Anna Rosa Corsello

“Peculato per i viaggi in auto blu” | Condannata Anna Rosa Corsello

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La dirigente del dipartimento Lavoro (nella foto) avrebbe effettuato più di 500 viaggi per un totale di 122.601 chilometri. Con la condanna in primo grado a due anni e mezzo per peculato scatta anche l'interdizione dai pubblici uffici per due anni.

PALERMO – Più di 500 viaggi per un totale di 122.601 chilometri. Tutti percorsi in auto blu, con un autista e senza che vi fossero esigenze di servizio. Il tribunale ha condannato a due anni e mezzo di carcere Anna Rosa Corsello, dirigente regionale del dipartimento Lavoro ed ex numero uno della Formazione professionale. È stata anche interdetta per due anni dai pubblici uffici. L’accusa era peculato. L’auto su cui faceva la spola tra Palermo e Cefalù – casa-lavoro, lavoro-casa – era una macchina di servizio. Anzi, macchine visto che la Corsello aveva a disposizione due Fiat Brava, due Bravo, due Lancia Dedra e cinque Fiat Stilo. Adesso la parola passerà ai difensori.

La contestazione non riguarda solo l’utilizzo dell’auto blu, ma anche le spese per il carburante e i pedaggi addebitati sul telepass dell’amministrazione regionale. I viaggi sono stati effettuati fra il 14 gennaio 2004 e il 23 febbraio 2011 e non rientrerebbero tra quelli consentiti e disciplinati dalla delibera della giunta regionale numero 398 del 1992. L’inchiesta è partita da un esposto, anonimo ma ben dettagliato, spedito in Procura e finito sul tavolo del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei sostituti Sergio Demontis ed Enrico Bologna.

La Corsello, che fino al 2008 era in servizio all’Ufficio provinciale del lavoro per poi passare all’Ispettorato regionale, si è sempre difesa sostenendo che si è trattato di spostamenti per raggiungere i luoghi di lavoro. Insomma, sempre e comunque all’interno delle esigenze di servizio. “Quei viaggi – aveva puntualizza la dirigente – erano legati al mio ruolo. Mi recavo quotidianamente su un territorio nel quale esercitavo la mia competenza. In quel periodo, infatti, dirigevo l’ufficio provinciale di Palermo che aveva competenza su 11 centri per l’impiego, uno di questi è proprio quello di Cefalù. In un altro dei periodi contestati, invece, io dirigevo l’ispettorato regionale del Lavoro. E Cefalù era tra i territori interessati al mio lavoro”.

Non è l’unica grana giudiziaria del dirigente. La Corsello è indagata in un’altra vicenda. Nei giorni scorsi, nonostante i gravi indizi di colpevolezza, il Tribunale del riesame ha revocato la sospensione per sei mesi dal servizio che le era stata imposta con l’accusa di istigazione alla corruzione. Secondo i pm, la dirigente avrebbe chiesto al rappresentante del Formez l’assunzione di sette dirigenti che non potevano essere presi in carico dall’amministrazione per il blocco delle assunzioni. La misura cautelare era stata revocata perché la Corsello ha ormai lasciato l’incarico alla Formazione e oggi è il più alto burocrate del dipartimento del Lavoro.

 

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