Una scatoletta di tonno e un pacchetto di cracker a mensa, a differenza dei suoi compagni, perché i genitori, di origine straniera, non sono in regola con il pagamento dei buoni pasto. L’episodio è accaduto pochi giorni fa a una bambina delle scuole elementari di Minerbe (Verona) – rivelato dal quotidiano L’Arena – ed è stato denunciato dalla segreteria provinciale del Partito democratico, che parla di “scelta discriminatoria” da parte dell’amministrazione comunale a guida leghista. Una decisione che -secondo la cronaca – avrebbe turbato la piccola, che ha pianto quando si è vista servire un pasto diverso, e ridotto, dai compagni.
Una vicenda che genera polemiche.
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