PALERMO – Nascerà un nuovo impianto di trattamento del percolato ad Acqua dei Corsari e a realizzarlo sarà l’Amap, la società partecipata del comune di Palermo, con risparmi in vista anche per la Rap. Eccolo il progetto da cinque milioni di euro che consentirà di ampliare l’impianto di depurazione che sorge nella periferia sud della città e di far diminuire la quantità di materiale inquinante prodotto a Bellolampo e smaltito altrove, con costi gravosi sulle casse del Comune. “L’Amap conferma sempre più il proprio ruolo leader nel panorama delle aziende di servizio idrico e di gestione integrata – dice il sindaco Leoluca Orlando – In questo caso con un progetto dall’altissimo valore sociale e di servizio per la comunità”.
A gennaio si è tenuta la prima conferenza di servizi e sono già partite le procedure per ottenere Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e Via (Valutazione di impatto ambientale), necessarie per costruire il nuovo impianto che consentirà di trattare il percolato prodotto nella discarica palermitana, ma anche da altri impianti della provincia, e altri rifiuti liquidi. “Un importante progetto che è parte del piano di sviluppo industriale dell’azienda – dice l’amministratrice Maria Prestigiacomo – un progetto davvero di servizio e a servizio della comunità e che permetterà una riduzione dei costi sostenuti complessivamente dal sistema delle aziende del Comune di Palermo”.
Sarà Amap a farsi carico dei cinque milioni di euro, grazie a una partecipazione del Comune, e nell’impianto la Rap avrà a disposizione un’area per realizzare economie di gestione. Del resto Bellolampo produce una quantità elevata di percolato: le cinque vasche esaurite nel 2018 ne hanno prodotti 58 mila tonnellate (per 3,4 milioni di euro di smaltimento, la sesta 67 mila (per 3,6 milioni) e il nuovo impianto, nei momenti di maggiore produzione, consentirà di ridurre il percolato smaltito fuori regione. “Il progetto portato congiuntamente avanti con Amap consentirà di smaltire in casa questa tipologia di rifiuti che incide negativamente in maniera considerevole nelle nostre voci di bilancio – dice l’amministratore di Rap Giuseppe Norata – Attualmente, infatti, il percolato viene smaltito presso impianti di terzi, anche fuori regione, con aggravio dei costi di trasporto”.

