Pescatore scomparso a Portopalo | Il legale: "Recuperare il relitto" - Live Sicilia

Pescatore scomparso a Portopalo | Il legale: “Recuperare il relitto”

I familiari del pescatore scomparso Giovanni Costanzo si sono affidati ad un legale affinché si faccia luce sulla vicenda. (Nella foto il relitto affondato)

 

Il naufragio
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CATANIA – Non hanno mai smesso di pensare che il corpo di Giovanni Costanzo sia rimasto nel moto peschereccio affondato a largo di Portopalo lo scorso 28 giugno. Un presentimento tale da spingere la famiglia del comandante catanese, 62 aneni, a nominare un legale affinché si faccia la dovuta luce sulla dolorosa vicenda. Ad assistere la moglie di Costanzo, la signora Dorotea Palumbo, è il penalista specializzato in diritto marittimo Antonio Giuffrida. I parenti – rassegnatati ormai all’idea che il pescatore abbia trovato la morte in mare a causa di quel terribile incidente – adesso chiedono che si riprendano nuovamente le ricerche del corpo per garantire quanto meno una degna sepoltura all’uomo. L’avvocato e i familiari insistono perché si riapra il caso. A loro avviso, sarebbero troppi ancora i punti oscuri sul naufragio.

Per loro si tratterebbe di una scomparsa avvenuta in circostanze ancora tutte da chiarire. Il legale ha già inoltrato alla capitanerie di Porto di Siracusa e Catania una formale richiesta di accesso agli atti (fase a cui ha collaborato anche l’avvocato Giovanni Pappalardo). Documenti che al momento risultano secretati dalla Procura siracusana a cui è affidata l’indagine. Ovvero le risultanze riguardante le operazioni di ricerca dell’imbarcazione, del soccorso e delle ispezioni del relitto, nonché delle eventuali modalità di esecuzione. Secondo fonti investigative ad oggi non ci sarebbero elementi sufficienti ad escludere che il corpo dell’uomo possa trovarsi ancora nel natante affondato. Lo scopo al momento sarebbe soprattutto quello di procedere con l’accertamento giudiziario della vicenda e capire le dinamiche dell’incidente avvenuto nelle acque di Capopassero.

L’avvocato Giuffrida ha già incontrato nella giornata di ieri il comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, il quale avrebbe assicurato che faranno tutto quanto è in loro potere fare al fine di ritrovare la salma del pescatore. “Sono giorni decisivi – dichiara il legale Giuffrida – per valutare la possibilità di recuperare il relitto. Il comandante della capitaneria di Porto di Siracusana Giuseppe Sciarrone sta lavorando con grande impegno affinché il recupero avvenga in tempi ragionevoli”.

I fatti – Una vita dedita alla pesca quella di Giovanni che a oggi risulta ancora disperso. Quel giorno il pescatore detto “Pricipizio” era partito di buon ora per una battuta di pesca accompagnato dal suo equipaggio, composto da un italiano e uno straniero. Nella mattinata la sua imbarcazione, Santo l, probabilmente a causa del maltempo, ha iniziato ad imbarcare acqua finendo per inabissarsi a circa un centinaio di metri di profondità e a dieci miglia della costa siracusana. Complice quasi certamente un’onda anomala che non avrebbe lasciato scampo. I due marinai che si trovavano a bordo dell’imbarcazione sono stati invece tratti in salvo: erano riusciti ad aggrapparsi ad una tavola di legno in attesa che arrivassero i soccorsi. Di Giovanni Costanzo, invece, nessuna notizia.

 

 


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