Pistacchi invasi da parassiti: sequestro dei Nas a Catania

Pistacchi invasi da parassiti: sequestro dei Nas a Catania

Commenti

    Non se ne può più del pistacchio. Ormai lo infilano dappertutto: basta!

    Dovete pubblicare il nome dell’azienda e il nomiativo del legale rappresentante, altrimenti non avete fatto una buona azione di cronaca…..il consumatore deve sapere, viceversa è un modo di ringraziare i NAS per il lodevole impegno e l’opera meritoria che auspichiamo facciano amncora, e noi cittadini?

    PISTACCHIO DAPPERTUTTO , MA SECONDO VOI QUANTO DOVREBBE ESSERE GRANDE IL PAESE ETNEO PRODUTTORE DI PISTACCHIO DOC QUANTO LA FORESTA AMAZZONICA… OGGI OVUNQUE C’è IL PISTACCHIO QUASI COME IL SALE.. MA FINITELA è DIVENTATA QUASI UNA MODA GASTRONOMICA MA DE CHE? DEL PISTACCHIO AFGANO CHE TE LO FANNO PAGARE ,A NOI CONSUMATORI A 45 EURO AL KG.. MA FINITELA CI AVETE STUFATO.. IL PISTACCHIO VENITLO A MANGIARE A BRONTE CHE SEMPRE NON SARA TUTTO ORIGINALE MA AVRA UN TAGLIO CON ALTRO ESTERO ALMENO DEL 20% MA IN FINE C’é. PENSATE CHE TUTTI I BAR I RISTORANTI LE PANINERIE SPENDANO 45 EURO AL KG DI PISTACCHIO E LO SPERPERANO IN TUTTE LE PIETANZE TIPO FOSSE SALE A 1 AL KG. FINITELA VI PREGO.. IL COLORE DEL PISTACCHIO DEVE ESSERE VERDE FOSFORESCENTE E NO QUASI BEIGE SABBIA QUELLO VIENE DA MOLTO LONTANO DALLA ROCCIA LAVICA DELLA MAESTOSA ETNA.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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