Plasma, prime donazioni a Palermo: ma funziona davvero?

Plasma, prime donazioni a Palermo: ma funziona davvero?

A Palermo si è messa in moto la macchina dei controlli e delle donazioni di plasma iperimmune per la terapia anti-Covid.
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PALERMO- Funziona o non funziona? La domanda, comprensibilmente urgente, vuole risposte caute, perché la terapia anti-Covid a base di plasma iperimmune ha bisogno di verifiche nel tempo ed è ancora sperimentale. Intanto, anche a Palermo, la macchina di controllo dei potenziali donatori per la seconda ondata si è già avviata, con qualche risultato. Il responsabile del reparto di Medicina trasfusionale del Policlinico, il dottore Sergio Rizzo, spiega: “In pochi giorni abbiamo risposto a quattrocento mail e, con lo screening di circa sette persone al giorno, abbiamo controllato una quarantina di soggetti. La nostra ‘caccia’, se così vogliamo chiamarla, ha trovato due donatori che hanno già donato, si tratta di volontari con i requisiti necessari. Abbiamo anche dato in giro del plasma della prima ondata per uso compassionevole”.

Che cos’è il plasma iperimmune

Che cos’è il plasma iperimmune? Si tratta del plasma di chi è guarito dall’infezione Sars-Cov 2 che, per questo, dovrebbe avere una elevata concentrazione di anticorpi tale da neutralizzare il virus nei soggetti non ancora guariti. Ma è una materia controversa. 

Il plasma funziona?

Ecco la questione: il plasma iperimmune funziona? Può aiutare nel percorso di guarigione dal Covid? Anzi, può essere determinante? In che occasione? Regna, come detto, la necessaria prudenza: è presto per valutare gli effetti clinici, è importante non alimentare speranze senza riscontro e il mondo scientifico ha una posizione dubitativa. E poi: quando e su chi andrebbe usato? Come ricordava lo stesso dottore Rizzo:Sul punto non c’è una risposta unica, perché i dati scientifici a disposizione non la danno. Per esempio, lo studio Tsunami (a cui partecipa il Policlinico di Palermo, ndr) indicherebbe, in genere, anche soggetti non particolarmente gravi, cioè in una condizione di media gravità, non grave né gravissima, per bloccare il peggioramento. Poi, c’è l’utilizzo compassionevole, con le necessarie autorizzazioni; semplificando, quando il quadro clinico lascia pensare a un esito infausto e non c’è reazione alle terapie normali. Le pubblicazioni mostrano luci e ombre, perché si tratta di una cura, appunto, sperimentale e ci vuole prudenza prima di affermare qualunque cosa”.

Chi può donare?

Ricordiamo che possono donare i soggetti sani che abbiano le caratteristiche richieste ai donatori, con tutte le regole e gli accorgimenti previsti. E bisogna avere una certa quantità di anticorpi. Per candidarsi, a Palermo, si può inviare una mail a medicinatrasfusionale@policlinico.pa.it e allegare il referto dei tamponi, positivi e negativi, più il contatto telefonico.


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