Porticello, Cocina: "Il clima cambia, sempre più fenomeni estremi"

Porticello, Cocina: “Il clima cambia, sempre più fenomeni estremi”

Commenti

    ‘’Il clima sta cambiando’’. Vorrei sapere quanto percepisce di stipendio questo scienziato per enunciare tali banalità. Lo chiedo per mio cugino.

    Francamente mi sembra più un discorso da politico (si consideri in particolare il riferimento alla necessità di essere “resilienti”, modificare i modi di vivere e roba simile, tipici discorsi para-prescrittivi che si sentono fare ai politici) che da funzionario amministrativo che deve avere un approccio estremamente pragmatico, e poco incline ai fumi ideologici.
    Lascia a dir poco perplessi, poi, il fatto che il Cocina parli di “disastri meteo” per alludere alle precipitazioni, che sono vera e propria manna dal cielo stante i problemi legati alla siccità degli scorsi mesi: questo si preannuncia essere, infatti, un Agosto da record sul versante precipitazioni; raramente in Sicilia aveva piovuto tanto in questo periodo dell’anno, per quanto siano da registrare differenze molto significative da territorio a territorio.
    Ad ogni modo queste precipitazioni sono importantissime, anche quando hanno creato dei disagi. Lo sono anche perché dimostrano la correttezza di chi tra i metereologi, già da due mesi, sottolinea che dal punto di vista strettamente meteorologico la causa sinottica della siccità in Sicilia è bell’e risolta, perché con la fine di El Niño, da maggio 2024 la configurazione tipica tra l’Europa e il Mediterraneo è cambiata e l’Anticiclone s’è spostato.

    “La barca olandese ormeggiata vicina si è salvata!”. Anche l’esclamativo è dell’ing. Cocina. E ti chiedi: come mai una è andata a fondo e l’altra no? Si sarebbe spezzato l’albero maestro, provocando un disallineamento, quindi l’affondamento. Quell’albero, 75 metri, era il secondo più alto del mondo. E il pensiero va al chiacchierato Ponte, il più lungo, oltre 3 chilometri, fra quelli con caratteristiche identiche alle sue. Ma il Ponte resisterebbe, qualora venisse realizzato, ai fenomeni estremi dovuti ai rapidi cambiamenti climatici? Nessuno può darci una risposta. Meglio “non andare a vedere”, se proprio vogliamo far nostre le parole dell’ing. Cocina: “Occorre modificare i nostri costumi e non ‘imbrattare’ il Creato”.

    Una tragedia annunciata…

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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