In Sicilia per riabbracciare i parenti trova la morte in strada

In Sicilia per riabbracciare i parenti trova la morte in strada

Sono tanti i dubbi sulla dinamica dell'incidente
PORTO EMPEDOCLE
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Sono ancora molti gli interrogativi da sciogliere sul tragico incidente in cui ha perso la vita Alfonso Macannuco, 66enne agrigentino residente da anni in Belgio, deceduto ieri mattina in un fatale schianto lungo la strada statale 115, alle porte di Porto Empedocle.

L’uomo era appena rientrato in Sicilia per trascorrere le ferie estive e, invece, ha incontrato la morte. Macannuco viaggiava in sella alla sua Yamaha Virago quando, improvvisamente, ha perso il controllo del mezzo. L’impatto sul selciato è stato violento e fatale.

Per il 66enne non c’è stato nulla da fare nonostante i tempestivi soccorsi, allertati dai tanti automobilisti in transito, e un elicottero fatto atterrare appositamente. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta con le indagini affidate agli agenti della polizia stradale guidati dal vicequestore Andrea Morreale.

Tanti i nodi da sciogliere a partire dalla dinamica: è stato un tragico incidente autonomo o nel sinistro potrebbe essere coinvolto anche un altro mezzo? Su questa ipotesi, ancora tutta da esplorare, sono stati già sentiti alcuni testimoni che si trovavano in quella trafficata strada che porta al mare.

Sulla vicenda è intervenuta anche Carmelina Nobile, responsabile dell’associazione italiana familiari vittime della strada di Agrigento, con una lettera indirizzata al Prefetto Maria Rita Cocciufa. La donna, quattro anni fa, perse il figlio in un incidente avvenuto proprio sulla statale 115: “Ci rendiamo conto delle problematiche finanziarie e a volte anche politiche che possono venire a scontrarsi con la volontà di persone corrette nella vita e nella professione. Ormai, purtroppo, le vittime su quel tratto stradale non si contano più, si sommano semplicemente e sono troppe. Oggi il sessantaseienne Alfonso Macannuco, sarà l’ultima vittima? E’ lecito aspettare il prossimo morto? Sono sicura che per tutti la risposta sia univoca e, dunque, no.”

L’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada di Agrigento, chiede a gran voce, al Prefetto “di prendersi carico personalmente di questi piccoli ma importanti interventi di sicurezza stradale su questo tratto (videocamere e di mezzi dissuasori di velocità) che a nostro parere, non possono più aspettare. Siamo a disposizione per un incontro per dare un nostro contributo organizzativo come Associazione qualora ce ne fosse la necessità”.


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