PALERMO – “Non lasceremo i precari al loro destino e con essi i servizi pubblici che rendono. L’Agenzia non è una soluzione adeguata né per i lavoratori, né per i cittadini che hanno diritto ai servizi”. Il sindacato Alba-Cub chiama a raccolta precari e non per la manifestazione del 30 giugno, indetta proprio dal sindacato autonomo e alla quale hanno aderito l’Anci, i confederali e l’assocazione nazionale discontinui dei vigili del fuoco. Il corteo partirà da piazza Marina a Palermo alle 10,30 per dirigersi davanti Palazzo d’Orleans. “Nonostante il Ministero dell’Economia e Finanze ha reso noto che il numero dei posti vuoti nelle dotazioni organiche negli enti pubblici siciliani corrisponderebbe a 17.500 unità a tempo pieno, mentre ad oggi ci sono 14.000 precari part-time, si continua a prospettare come unica soluzione per la loro stabilizzazione una Agenzia a partecipazione pubblica. Una proposta che comporterebbe la modifica del contratto di lavoro da pubblico a privato, compromettendo per i lavoratori ogni forma di garanzia dei diritti riconosciuti al personale appartenente alla Pubblica Amministrazione. Noi proponiamo l’assunzione in pianta organica dei 14.000 precari part-time e la riapertura dei concorsi per la copertura degli ulteriori vuoti in organico, andando incontro alle esigenze delle nuove generazioni del cui destino sembra non si stia occupando quasi nessuno”.
Ma Alba-Cub mette nel mirino anche il “pacchetto speranza” del governo regionale per l’istituzione del reddito di cittadinanza grazie ai Pac e al fondo sociale europeo, che significherebbe elargire per 6 mesi un reddito di 500 euro mensili a circa 40.000 soggetti in stato di povertà con indice Isee inferiore e 5000 euro. “Riteniamo inaccettabile che il Governo regionale si avvii a decretare un provvedimento ispirato ai più odiosi e vecchi meccanismi dello Stato-elemosiniere, tipici di un welfare clientelare e residuale. Un provvedimento fuori dalla realtà, che nulla ha a che vedere con l’idea del Reddito di Cittadinanza che deve fondarsi su principi universali e che deve essere realizzato per riconoscere il valore e la dignità delle persone in quanto cittadini. Un provvedimento che appare come un disperato tentativo di uscire dall’isolamento in cui si è cacciato il Governo Crocetta e che comunque risulta insufficiente e discriminatorio, che crea conflittualità e divisione tra giovani, precari e disoccupati, legittimando e approfondendo la marginalizzazione sociale. Serve un tavolo di contrattazione con le forze politiche e sociali e con i sindacati su una piattaforma rivendicativa dei diritti di cittadinanza e del reddito minimo di base, come effettiva risposta alle istanze sociali”.

