"Sunny car in sunny region"|Così il sole salverà Termini Imerese - Live Sicilia

“Sunny car in sunny region”|Così il sole salverà Termini Imerese

Presentato il progetto del finanziere Cimino
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Un’isola al centro del Mediterraneo senza smog, dove un popolo civile sfrutta l’energia solare per alimentare le proprie auto, un’isola verde che coniuga persone, profitto e pianeta. È questo il sogno che il finanziere Simone Cimino vorrebbe trasformare in realtà: un progetto da 930 milioni di euro che prevede interventi da parte dello Stato e della Regione Siciliana. L’iniziativa “Sunny car in a sunny region”, presentata stamattina al Comune di Termini Imerese, per trasformare la Sicilia in un polo per la produzione di vetture elettriche.

Simone Cimino, 48 anni, partito da Porto Empedocle trent’anni fa è tornato a investire in Sicilia con Cape: unica società nell’Isola che opera con il “Private Equity”, compra imprese, le gestisce e le rilancia.

Un modo per attingere ai 350 milioni di euro promessi alla Fiat per non chiudere lo stabilimento? Non proprio, anche se il gruppo Cape rientra nella rosa dei 14 candidati per una riconversione dello stabilimento “Sunny car in a sun region non è un progetto basato sulle ceneri di Fiat – ha precisato il fondatore e presidente del gruppo Cape -. Abbiamo 40 aziende con circa 8 mila dipendenti per un giro d’affari di 1.4miliardi, non ho tempo da perdere io. La Sicilia è unica nel suo genere per tre fattori: numero di ore di sole, numero di abitanti e il fatto che sia un’Isola. Ecco perché Cape ha deciso di partire da qui”.

Nel caso in cui Cape dovesse subentrare alla Fiat, l’investimento di Cimino prevede il riassorbimento della manodopera e creazione di altri duemila posti di lavoro attraverso la rete di infrastrutture che nascerebbe nell’isola (un addetto per ogni “solar station” – stazione di ricarica).  Ma se Fiat non dovesse chiudere? “Questo è un progetto che prescinde dal futuro di Fiat. Magari ad averla come partner – risponde prontamente l’imprenditore – o come cliente futuro per le auto elettriche”.

L’idea siciliana “sunny car in a sunny region” sarà possibile grazie alla tecnologia indiana: fondamentale, infatti, il recente accordo stretto da Cimino con il gruppo Reva che ha dato vita alla “Cape Reva Azienda Automobilistica”. La grande novità consiste nelle prestazioni delle autovetture: non più microcar da 50km/h, ma veicoli in grado di raggiungere i 130km/h con un’autonomia di 200km. Ecco perché le stazioni di rifornimento elettrico sono fondamentali. Un faraonico progetto, quindi, che riqualificherebbe il polo industriale di Termini Imerese indipendentemente dalle sorti della Fiat.

“Ad Aprile cominceremo la fase di ricerca e sviluppo – ha detto Cimino- l’università di Palermo si è candidata per darci una mano e abbiamo aziende che vogliono lavorare con noi”.

Ad occuparsi dei sistemi di accumulo ed erogazione di energia solare sarà la “Sunny Car Mobility Solutions Company” (130 milioni da investire) e si stima una produzione da 30 a 60 mila automobili elettriche all’anno, distribuite non solo in tutto il territorio siciliano, ma in tutto il bacino Mediterraneo e nel Sud Europa. “L’unico ostacolo al nostro progetto potrebbero essere i tempi tecnici che la burocrazia può dare per sviluppare la rete di ricarica e la diversa scelta europea nel fare della Sicilia un hub di sviluppo dell’auto elettrica”, ha concluso Cimino.


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Commenti

    Sono tutti pronti ad aiutare Termini Imerese, ovviamente cercando di non perderci. Bisogna vedere se sono più allettati dai soldi della regione o dalla opportunità di dar vita ad un progetto innovativo. Stà di fatto che lombardo, con le sue parole, pare voglia far capire che le offerte per Termini non sono valide.

    La lodevole iniziativa di Cimino potrà concretizzarsi solo se accompagnata dagli investimenti regionali e nazionali per la produzione di energia elettrica dal sole. Solo in questo caso, infatti, le auto elettriche o ibride potranno diventare competitive, in termini di consumi e costi, rispetto alle auto alimentate in modo tradizionale.
    Soltanto la diffusione dei “campi solari”, infatti, fornirebbe energia elettrica a costi tali da rendere competitive queste nuove tecnologie per la propulsione automobilistica. Perchè le auto elettriche prendano piede, inoltre, dovremmo assistere alla diffusione, al posto dei normali distributori, delle centrali elettriche solari, che nella nostra regione hanno, tra l’altro, il massimo di capacità produttiva a parità di costi.
    Ma per tutto ciò sono necessari investimenti regionali e statali.
    Lombardo li ha promessi ed, in parte, finanziati.
    Speriamo che la politica Turigliattiana di destra o di sinistra non ci metta lo zampino!

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