PALERMO – Potrebbe essere trasmessa venerdì da Invitalia al ministero dello sviluppo Economico la proposta di contratto di sviluppo per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese (Pa), dove la Fiat nel 2011 ha chiuso la fabbrica e da allora gli operai sono in cassa integrazione. Secondo indiscrezioni, infatti, l’advisor del Mise, incaricato di selezionare le offerte per il polo industriale, per “il via libera” è in attesa di una lettera di intenti sulla capitalizzazione di Blutec da parte della Banca Europea, che ha manifestato la disponibilità a concedere un finanziamento alla società. Per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese sul piatto ci sono circa 350 milioni di fondi pubblici in parte a carico dello Stato, e in parte della Regione siciliana. Nei giorni scorsi, Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto di “sospendere la procedura di fusione per incorporazione delle società Irma spa (che occupa circa 199 addetti) e Vagnone e Boeri srl (44 addetti circa) nella new.co del gruppo Metec Stola fino alla avvenuta capitalizzazione di Blutec e al perfezionamento del contratto di sviluppo per Termini Imerese”.
“Attendiamo da cinque anni che si chiuda la partita e ci auguriamo che davvero che si aprano i cancelli dello stabilimento. Nel 2009 ci siamo assunti l’impegno che tutti gli operai della Fiat e dell’indotto potessero tornare a lavorare. La proposta di contratto di sviluppo è uno step propedeutico a far partire il progetto di Blutec a Termini Imerese”. Lo dice il segretario regionale della Fiom, Roberto Mastrosimone a proposito dell’ok di Invitalia al contratto di sviluppo per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese (Pa); la proposta dovrebbe essere trasmessa a giorni al ministero dello Sviluppo economico dall’advisor del Mise incaricato di valutare le offerte per Termini Imerese(Pa). (ANSA).

