Province, fondi ed elezione diretta | Delegazione in missione a Roma - Live Sicilia

Province, fondi ed elezione diretta | Delegazione in missione a Roma

L'obiettivo è quello di evitare una eventuale impugnativa e di sbloccare i finanziamenti per gli enti.

Incontro col ministro Costa
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PALERMO – Il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, stando al racconto dei presenti, “non avrebbe alzato le barricate”. Ma la corsa verso la reintroduzione dell’elezione diretta nelle ex Province è solo iniziata. Oggi a Roma si è recata una delegazione composta dall’assessore alle Autonomie Locali Luisa Lantieri, dal presidente della commissione affari istituzionali all’Ars Salvatore Cascio e alcuni componenti della stessa commissione: Giovanni Panepinto, Giovanni Di Giacinto, Vincenzo Fontana e Nino Germanà. 

La missione aveva sostanzialmente un obiettivo: convincere il governo nazionale a “far passare” l’eventuale proposta di riforma della legge sulle ex Province che al momento prevede la cosiddetta “elezione di secondo livello”: l’elettorato oggi sarebbe composto solo da consiglieri e sindaci in carica.

Ma a Palazzo dei Normanni c’è una netta maggioranza che sembra voler tornare all’elezione diretta. E quindi, di fatto, alla condizione in cui la Sicilia si trovava prima della riforma mai compiuta del governo regionale. Ma l’incognita, come detto, è il governo nazionale. Che potrebbe impugnare una riforma regionale che andasse in quella direzione, violando così le norme della legge Delrio che Crocetta si è formalmente impegnato ad applicare in Sicilia.

“Il ministro Costa – racconta il presidente Cascio a margine dell’incontro – si è dimostrato molto disponibile. Abbiamo fatto notare come quella dell’elezione diretta sia una scelta che punti al rispetto della rappresentatività. Abbiamo concordato – aggiunge – di avviare una interlocuzione scritta e formale. La prossima settimana la Commissione invierà a Roma una relazione dettagliata con la quale spiegheremo le nostre ragioni. Siamo ottimisti”.

“È stato un incontro costruttivo, si è aperto un dialogo importante con il governo nazionale per definire l’assetto degli enti locali in Sicilia”. Dice Alice Anselmo, presidente del gruppo PD all’Assemblea Regionale Siciliana.

“Sull’impianto normativo dei Liberi Consorzi – dice Anselmo – anche alla luce dell’esito del Referendum Costituzionale, abbiamo individuato un percorso sostanzialmente condiviso. Sugli aspetti relativi agli organismi di rappresentanza delle Città Metropolitane bisognerà approfondire ulteriormente alcune questioni, ma si è creato un clima positivo, penso che presto potremo trovare una intesa sia a livello regionale che nei confronti del governo nazionale”.

“Il vertice con il ministro Enrico Costa ha rotto un tabù. Finalmente si torna a parlare di elezione diretta per Liberi consorzi e Città metropolitane. Abbiamo avviato un confronto e non esistono steccati né dogmi rispetto alla volontà di far esprimere gli elettori, con il suffragio universale, per l’elezione degli organi delle ex province. C’è un’apertura importante che da un lato riconosce la potestà normativa della Sicilia in materia elettorale e dall’altro supera anche la disciplina introdotta dalla legge Delrio. Si tratta ora di verificare tramite gli uffici ministeriali le possibilità per varare una buona legge regionale che faccia ripartire i Liberi consorzi e le Città metropolitane avendo ben chiare le responsabilità di chi le amministra essendo scelto direttamente dagli elettori. Siamo ad un buon punto e presto potremo raggiungere l’obiettivo ponendo fine alla lunga fase commissariale”. Lo afferma Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Psi all’Assemblea regionale siciliana, che oggi ha preso parte all’incontro a Roma con il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa.

Insomma, si procede. L’obiettivo è proprio quello di evitare “scherzi” di Palazzo Chigi dopo l’eventuale approvazione della legge. Se dovesse passare la proposta dei deputati dell’Ars, l’obiettivo sarebbe quello di far coincidere le elezioni provinciali con quelle amministrative di primavera.

Ma non si è parlato solo di elezioni, oggi a Roma. L’assessore Lantieri, infatti, ha acceso i riflettori verso il rischio che la Sicilia possa restare esclusa dal nuovo riparto per le ex Province. “L’anno scorso – spiega Luisa Lantieri – l’Isola è rimasta fuori dalla suddivisione dei fondi. E non abbiamo potuto nemmeno fare ricorso perché aveva rinunciato ai contenziosi con lo Stato. Ma adesso saremmo nelle condizioni di far causa eventualmente a Roma. Spero quindi che alla Sicilia venga riconosciuto il diritto a rientrare nel nuovo riparto da 960 milioni”. Già domani previsto un nuovo incontro col ministro Costa.


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Commenti

    E intanto che si fa ? Non siamo ancora alla fine di una farsa che dura da 4 anni. I servizi sono ormai bloccati. Strade, scuole superiori, assistenza ai disabili e diritto allo studio, tutela dell’ambiente non vedono finanziamenti da anni e in futuro non se ne prevedono. Per non parlare delle strutture dei Liberi Consorzi siciliani ormai fatiscenti. I dipendenti hanno perso quasi tutti i diritti contrattuali con buona pace dei sindacati fantasma. I Commissari prendono tempo e sono inconcludenti mentre le situazioni si aggravano e gli stipendi non vengono nemmeno garantiti. Ma con quale dignità si può andare avanti così ? La Sicilia ridotta a un colabrodo da due governi dello stesso colore politico: quello del Pd (Pronta Distruzione). E ancora si tratta con gli amici di Roma sulle stesse cose per poi arrivare al punto di partenza:al vecchio ordinamento delle Province con elezioni dirette. E per capirlo ci sono volute le macerie e ben quattro anni di disastri. Una farsa. Ma per favore….se questi sono i risultati, andatevene a casa e non fatevi più vedere in giro. Siamo stufi e stanchi di questi scienziati che pensano solo ai propri interessi.

    Patetici. In grado solo di dimostrare che l’unica cosa che conta, per l’attuale classe politica siciliana, è salvare le province. In quattro anni, praticamente, non si sono occupati di altro. Hanno il problema di ‘selezionare la classe dirigente’, loro. Il problema di noi cittadini, invece, è che non vogliamo più pagare per mantenere enti inutili. A cominciare dalla addizionale RCA auto.

    NON AVER FATTO LA REVISIONE DELLO STATUTO LI HA COSTRETTI AD ANDARE A ROMA A CONTINUARE AD ELIMOSINARE……

    Enti inutili? per la verità le competenze assegnate non mi sembrano proprio inutili….. Se il principio è quello di eliminare, sa quante altre cose ci sono da eliminare? specie tutti i fannulloni che si annidano in ogni dove.

    Le competenze sono le strade provinciali, che essendo strutture di collegamento sarebbe molto meglio affidare alla Regione, e le scuole medie superiori, di cui possono occuparsi i comuni, assieme alle altre

    La cosa curiosa però e che all’origine della finta abrogazione della Provincia ci stava la considerazione che fossero inutili e costose. Sull’essere inutili i fatti degli ultimi giorni hanno spiegato che non lo erano e che caso mai dovevano essere più efficienti e più razionali nei costi. In quanto al costo, chi paghera i nuovi organi che si andrebbe ad eleggere, dato che non essendo frutto di elezioni di secondo livello dovranno essere pagati a parte sia il presidente (o sindaco metropolitano come si vuole adesso) sia i suoi assessori, quanto il consiglio metropolitano ed i suoi componenti. Come si concilierà con i tagli di spesa che si impongono alla luce del disastro finanziario che affligge lo stato italiano e la regione. ce lo spiegassero lor signori.

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