PALERMO – La Cgil di Palermo è contraria alla chiusura del punto nascita dell’ospedale di Petralia Sottana (Palermo). “Abbiamo condotto dal 2011 la battaglia contro il ridimensionamento dei piccoli ospedali, tra cui il nosocomio madonita – dicono il segretario Cgil Palermo Enzo Campo e il responsabile di zona della Cgil Lillo Spitale – unico baluardo del territorio, e lo smantellamento del suo punto nascita. E oggi siamo in prima fila per dire no alla chiusura e chiedere la proroga prevista per le aree montane dal decreto Balduzzi, che riconosce la particolarità delle aree interne. La scelta del ministro Lorenzin è inconcepibile – continuano – perché mette in discussione il Piano strategico per le aree interne già consegnato a novembre al ministero della Coesione e di fatto operativo, che prevede un investimento di 25 milioni a beneficio dei 27 comuni delle Madonie, puntando su mobilità, infrastrutture e assistenza socio sanitaria. Così tarpiamo le ali a ogni ipotesi di sviluppo. L’importanza dell’ospedale – concludono i sindacalisti – è confermata dal potenziamento di cardiologia e ortopedia e dalla previsione di 70 assunzioni, per cui aspettiamo i bandi e i concorsi”.
Sulla stessa linea del sindacato anche il deputato regionale di Sicilia Futura Edy Tamajo. “Il punto nascite dell’ospedale di Petralia Sottana non va chiuso – afferma -. C’è un territorio fortemente penalizzato, qual è quello delle alte Madonie anche per la situazione delle strade, che non può subire una decisione simile. Se vogliamo che presto succeda qualche caso di malasanità e che riguardi neonati e mamme allora si accetti
colpevolmente la chiusura del punto nascite delle alte Madonie. Ritengo che una soluzione vada trovata immediatamente – conclude Tamajo – e auspico che l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi consenta il mantenimento nonché il potenziamento del punto nascite a Petralia Sottana”.
“Non convincono le riflessioni del Ministro che portano alle decisione della chiusura del punto nascita di Petralia, anche perché per la struttura di riferimento, che rientra nella norma dal punto di vista tecnico, è previsto anche il potenziamento del personale necessario”. Così la presidente della commissione Territorio ed Ambiente all’Ars, Mariella Maggio commenta la decisione del ministero di mettere definitivamente i sigilli sul reparto Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Madonna dell’Alto che garantirà esclusivamente le emergenze giudicate tali dal personale medico. “Sarebbe interessate sapere se per il mantenimento e la chiusura di altri punti nascita su tutto il territorio nazionale, sono stati adottati in maniera omogenea gli stessi criteri, – continua la parlamentare Pd – se sono state approfondite le relazioni a corredo della richiesta relativa a Petralia e, soprattutto, se il Ministro è stato messo a conoscenza delle condizioni dal punto di vista territoriale e della grave penalizzazione viaria di cui soffre il territorio madonita. Decisioni di questa gravità non possono essere assunte solo sulla base di criteri matematici – conclude Mariella Maggio – e quindi è ancor più sconcertante il solo pensiero che alla base delle scelte ci possano essere motivazioni di natura politica, che ancora una volta condurrebbero alla discriminazione dei siciliani e tra gli stessi. Pertanto è necessario, che il Ministro rivaluti attentamente una scelta che penalizzerebbe il diritto sanitario alla maternità”.

