Quirinale, l'ultimatum di Salvini a Berlusconi e le manovre di Fico - Live Sicilia

Quirinale, l’ultimatum di Salvini a Berlusconi e le manovre di Fico

I fatti principali del giorno nella corsa al Colle
POLITICA
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PALERMO – Dopo le critiche alla candidatura di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini prepara il piano B, per evitare che il centrodestra perda la sua occasione di portare al Colle un suo uomo. e inviata il leader di Forza Italia a una verifica dei numeri “prima che si cominci a votare la settimana prossima”.

Mancano sette giorni al primo voto per il Capo dello Stato, la corsa è nel vivo e si fa anche con le regole. A essere protagonista su questo versante è il presidente della Camera Roberto Fico che sta provando a modificare le regole su come si svolge lo spoglio per impedire che attraverso la lettura del voto così come espresso si possano segnare i voti. Durante le votazioni a voto segreto come in questo caso accade infatti che si ricorra a forme di scrittura del nome del candidato (per esteso, con nome puntato, solo il cognome) per fare sì che le correnti si riescano a contare o che i deputati possano riuscire a far ricondurre a sè una preferenza. Fico vuole evitare proprio questo. “La decisione sulla lettura delle schede – ha detto – sarà adottata a garanzia del voto”.

Nel frattempo è partito anche il ricorso sull’obbligo di green pass sui trasporti: i parlamentari isolani hanno fatto ricorso alla Consulta: “va sospeso, lede prerogative Parlamento in vista del voto sul capo dello Stato”

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Salvini, come detto, ha mandato il suo ultimatum a Berlusconi. Se il forzista non dovesse avere i numeri ha rivelato, parlando fuori dal Senato, la Lega “farà una proposta che penso potrà essere convincente per tanti se non per tutti”.

Il prossimo vertice del centrodestra, ha annunciato, sarà mercoledì o giovedì. Sgarbi fa sapere che domani riprenderà a fare le telefonate con Berlusconi. Mentre per Toti, se Berlusconi non dovesse raggiungere i voti necessari, sarebbe una sconfitta per la coalizione di centrodestra. “La candidatura Draghi diverrebbe – ha detto- il rifugio su cui convergere”.

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Dello stesso parere Renzi: “Draghi a Chigi garanzia nell’anno di legislatura che resta, al Colle garantisce l’Italia per sette anni. Nella seconda ipotesi dovrà esserci un accordo politico, e un governo dei leader non è probabile, ma ha un senso”. Il Financial Times ha occhi su Draghi ma timori per il governo, rischio ‘anatra-zoppa’.

Il segretario del Pd Letta, commemorando David Sassoli, chiede ‘scelte coraggiose’. “Sassoli – ha detto – sarebbe stato quel Presidente da eleggere”.

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