"Di fermo ci tirò... tum... tum"| Testimoni oculari dell'omicidio - Live Sicilia

“Di fermo ci tirò… tum… tum”| Testimoni oculari dell’omicidio

Il luogo dell'omicidio e la vittima, Andrea Cusimano

Nonna e cugino della vittima sono stati intercettati dai carabinieri.

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PALERMO – Il racconto dell’omicidio del Capo – minuto per minuto – ricostruito da due testimoni oculari. Sono la nonna e il cugino di Andrea Cusimano, ucciso a colpi di pistola.

Teresa Pace, accompagnata dal nipote Giuseppe Bertolino, il 29 agosto scorso, tre giorni dopo il delitto, è andata a raccontare cosa era accaduto al figlio Silvio Bertolino, detenuto al carcere Pagliarelli, Ai carabinieri del Nucleo investigativo entrambi avevano detto di non avere visto nulla. Ed invece, a giudicare dalle loro parole intercettate, avrebbero assistito al delitto.

“Sono venuti tre che cercavano a Francesco (Francesco Paolo Cusimano, fratello della vittima) – spiegava Giuseppe – Francesco era ancora a casa, risponde Andrea, mio fratello non c’è. Che volete da mio fratello? E sa pighhiaru cu picciutteddu…”.

Francesco sarebbe arrivato poco dopo al mercato: “… è venuto Francesco e se n’è andato a parlare con il padre nel bar, con il padre del piccutteddu (Giovanni Lo Presti, papà di Calogero Piero) i sbirri li hanno visti e gli hanno chiesto i documenti a tutti e due… è finita la discussione e si sono infilati dentro il bar Francesco e il padre… “.

Cosa era accaduto poco prima? “… gli ha tagliato la faccia… (Andrea Cusimano era stato colpito al volto da Calogero Piero Lo Presti) ed è finito il discorso… è rimasto a parlare dentro il bar Francesco e il padre… Andrea gli mettono un cerotto…”.

La discussione al bar non evitò il peggio: “… questo prende la macchina e se ne va il piccuttello… ritorna con un altro, altri, chissà quanti sono… scende e tutto molleggiante ci fa ad Andrea che era di spalle… fallo ora u malantrinu… esce la pistola… Andrea spinge a sua madre e la fa cadere sopra il posto per salvarla…”.

Iniziò la fuga di Cusimano fra le bancarelle: “… lui ci cominciò a tirare… Andrea ha preso il primo colpo ed è scappato correndo per il Capo e lui di fermo e fermo ci tirò… c’erano due sbirri in borghese… uno assicuta ad Andrea per darci aiuto e quello vanno a fermare dove c’è l’edicola che stava salendo nella macchina, arriva a bloccarlo fare e dire e l’altro invece che era in macchina è scappato… poi Silvana si stava litigando con quello dentro la macchina… fu una cosa di due secondi… tum tum”.

Nonna Teresa, 84 anni, che abita a pochi metri dal luogo dell’omicidio, raccontava l’antefatto e cioè quanto accaduto la sera prima del delitto: “… devi mettere che lui (Francesco Paolo Cusimano, ndr) nella giornata di venerdì lui si era afferrato, si era afferrato con suon padre capisci? (si riferirebbe a Giovanni Lo Presti, ndr) E dice che abbuscò due schiaffi”. Ancora Giuseppe Bertolino: “… lui (Calogero Piero Lo Presti) prima è uscito con la pistola, ri bella con la pistola nella mano sino a Porta Carini e suo padre gli ha levata la pistola a lui… al padre di lui la pistola gliel’ha levata Giuseppe”. E la nonna aggiungeva: “… si immischiò perché gli ha levato la cosa a quello”. Il riferimento è a Giuseppe Di Salvo, titolare di una panineria al Capo e indagato per favoreggiamento perché avrebbe cercato di coprire il killer nascondendo la pistola non lontano dal luogo del delitto.

 

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Commenti

    Non è successo niente.
    La rivendita di frutta del morto è riaperta, così come il bar e tutte le attività di questi gentili commercianti.
    Le autorità che fanno?
    Stanno col fiato sul collo?
    Verificano la legalità di queste attività e cominciano ad imporre un minimo di civiltà chiudendo tutte le attività illegali? NOOOOOOOOOOOOOOOOO, Palermo è città europea, garantista e la mafia non è più pericolosa.
    Mi VERGOGNO di essere palermitana.

    dovrebbero chiudere le attività di mafiosi dichiarati tali.
    dovrebbero isolarli socialmente ai mafiosazzi.

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