Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


A parte il gravissimo reato commesso però in quanto egiziano una cosa sicuramente gliela chiederei, e cioè cosa lo abbia spinto ha lasciare il suo paese proprio ora che lì hanno la fortuna di avere al potere un grande presidente come il Gen. al-Sisi. Se potessi In Egitto con al-Sisi ci andrei a stare io…..
Una vicenda molto strana come ogni volta che c’è di mezzo un immigrato .
Complottismo alle stelle per dinamica, tempistica, amplificazione mediatica, strumentalizzazione politica, collegamenti con lampedusa…
Immigrazione, sicurezza, terrorismo, islamismo sono temi che non interessano la gente, non spostano voti, non orientano i consensi e scatenano solo un complottismo senza fine!
Che strani questi episodi in campagna elettorale.
Il complottismo è a livelli massimi!
Andreotti diceva: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!
Immaginate i cattivi pensieri di Andreotti ogni volta che c’è un episodio attribuito agli immigrati, con il consueto carico di stranezze! Immaginate ancor di più i cattivi pensieri quando strani episodi riguardanti immigrati avvengono in campagna elettorale.