Rapina una donna davanti casa| Diciottenne finisce in arresto

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Commenti

    Espulsione altro che obbligo di dimora a Palermo ameno che non lo voglia ospitare il Sindaco.

    “obbligo di dimora nella città di Palermo, con il divieto di uscire dal domicilio nelle ore notturne” Ah Ah Ah Ah Ah Ah siamo su Scherzi a Parte……

    Immagino che, contrariamente a quello che va ripetendo quotidianamente Salvini, sia impossibile rimandarlo in Nigeria. Comunque vorrei far notare l’assoluta mancanza di cuore di questo signore che pur avendo avuto i soldi non ha voluto restituire lo smartphone che serviva alla signora oltre che per contattare i propri familiari anche per lavoro. E c’è chi va sostenendo che loro sono migliori di noi italiani.

    Insomma; per i nostri giudici una semplicissima ragazzata. Nessunissima comprensione verso la povera vittima e per il danno psicologico che ha subito e che avra’ negli anni a venire.

    Brava piragna è proprio quello che farei io portarlo a casa del nostro ” amato ” sindaco.

    poverino, chiuso in casa si dimoralizza… eppoi bisogna curarlo…leggi del cavolo

    Il Sindaco, il Sindaco, il Sindaco, siete ormai come un disco rotto ma non vi siete stufati? Tanto Leoluca Orlando resterà a Palazzo delle Aquile fino all’ultimo giorno, vi conviene rassegnarvi.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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