Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Spiace vedere questa squadra, nella quale sono passati tanti campioni, così ridotta. Pur essendo tifoso non è per niente esaltante vedere i propri colori, in campo, senza idee, strategie di gioco, schemi offensivi e difensivi, una visione collettiva dell’insieme. Sviste, passaggi sbagliati, cross il più delle volte sui piedi degli avversari, contrasti, uno contro uno, il più delle volte perdenti, errori difensivi. Non mi piace descrivere queste situazioni, ma al posto di un inventario degli errori/orrori, vorrei tanto poter vedere la mia squadra giocare, nel vero senso della parola, e sentirmi fiero di quello che rappresentano i nostri colori