Regionali sul piede di guerra | Tremila lavoratori in piazza - Live Sicilia

Regionali sul piede di guerra | Tremila lavoratori in piazza

La protesta a Palazzo d'Orleans. I lavoratori chiedono il rinnovo dei contratti.

Palermo
di
13 Commenti Condividi

PALERMO – Circa tremila regionali, secondo gli organizzatori, stanno partecipando all’assemblea convocata da tutte le sigle sindacali, davanti alla Presidenza della Regione siciliana, dove è in corso il sit-in di protesta. La manifestazione è stata indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, da Cobas-Codir, Sadirs, Ugl, Dirsi e Siad. Dal 2005 i dipendenti regionali sono senza rinnovo del contratto di lavoro e “da 17 anni – accusano i sindacati – non si fa nulla sul riassetto del personale”. “Chiediamo di riclassificare il personale in modo differente rispetto al passato”, affermano i sindacati. I manifestanti avevano bloccato la strada davanti a Palazzo d’Orleans, poi grazie all’intervento di mediazione della Digos è stata sgomberata in attesa che dal Palazzo qualcuno riceva una delegazione sindacale. Interessati alla vertenza sono 15 mila dipendenti della Regione, 1.400 dirigenti, 2 mila lavoratori delle società partecipate e 500 degli enti collegati.

La nota dei sindacati

“Adesso il governo faccia seguire i fatti alle promesse. Non c’è più tempo da perdere: devono essere rinnovati i contratti”. Lo dichiarano i rappresentanti delle sigle Fp Cgil (Campagna e Agliozzo), Cisl Fp (Lercara e Piede), Uil Fpl (Camarda-Di Noto) al termine dell’incontro con una rappresentanza del governo “nella quale pesa però l’assenza, ancora una volta, del presidente della Regione Crocetta”, l’accusa delle sigle. Erano presenti, infatti, Gaetano Chiaro capo di gabinetto del governatore, Giuseppe Amato capo di gabinetto dell’assessore alla Funzione pubblica Luisa Lantieri e Gioacchino Pontillo che della Lantieri è il segretario particolare.

Sono stati tanti – raccontano i rappresentati sindacali – i temi trattati, ed è stata rappresentata la necessità di un confronto serio con le organizzazioni sindacali, al fine di mettere in atto delle riforme serie e condivise, che  non vengano calate dall’alto, come già accaduto in passato, da un legislatore disattento e lontano dalle reali esigenze della macchina amministrativa, e il cui unico obiettivo era quello di realizzare tagli lineari a discapito dei lavoratori e dei servizi erogati a tutti i cittadini”. Tra le ultime “emergenze”, quelle dei “pensionamenti e prepensionamenti che hanno ridotto l’organico, dell’ordinamento professionale ormai obsoleto che rischia di  paralizzare l’intera macchina amministrativa, di una dirigenza che ancora vede una terza fascia che ancora non si è affatto ‘esaurita’”. Una situazione che rischia di far “esplodere” gli uffici. Per questo, insistono le sigle: “Bisogna procedere immediatamente al rinnovo dei contratti”. In questo senso, il capo di gabinetto dell’Assessore alla Funzione Pubblica ha comunicato che in occasione dell’incontro già programmato per ‪Giovedì 15 giugno‬ con l’Assessore alla Funzione Pubblica, saranno consegnate ai sindacati le prime proposte che saranno oggetto della successiva direttiva che sarà inviata all’Aran, per procedere al rinnovo dei contratti del comparto e della dirigenza. “Ma alle parole – concludono i sindacati – stavolta devono seguire i fatti. E noi saremo pronti a incalzare il governo”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

13 Commenti Condividi

Commenti

    15000 del comparto e 1400 dirigenti.Soluzione? Approvare di corsa la riapertura per il prepensionamento e proroga della legge n.9 del 2015 applicabile fino al 2022.Il 14 giugno l’Aria deve approvare la modifica dell’art.52 della legge n.9 del 2015 con la riapertura dei termini a chi ha i requisiti del 97,7.Un pensionato Costa 1/3 di un lavoratore non necessario.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.

    Come sempre protesta “soft” a male organizzata, nemmeno un palchetto ed un microfono dai quali far sentire la nostra voce, solo fischietti, complimenti alle organizzazioni sindacali che non è che si siano spesi poi molto, non ci prendiamo sul serio nemmeno noi figuriamoci gli altri

    Non dico che bisogna rompere le vetrine, dar fuoco ai cassonetti e capottare le macchine parcheggiate, anche se paradossalmente quelle sono le modalità più “efficaci”, ma nemmeno metterci a passeggiare come se fossimo alla Favorita la domenica mattina….

    E che ci vuole fare – gentile “Mortalfast”… Si vede che voi regionali avete un rapporto molto civile, contemplativo, epicureo e rilassato con la vita. Tuttu buonu e binirittu…

    Noi Regionali siamo stanchi di essere trattati sempre come lavoratori di serie C, e non arretreremo di un solo millimetro sulle nostre sacrosante richieste sia di carattere economico che lavorativo sui nostri carichi di lavoro.

    aumentate lo stipendio, ma lasciateli a casa e al loro sacrosanto secondo o terzo lavoro. In questo modo si risparmiano milioni sulla logistica, luce, riscaldamento e tutto il resto, tanto che ci siano o no a lavoro è sostanzialmente lo stesso. L’altro giorno in un ufficio, anzi in una stanza, dove non c’era nessuno tranne il padre pio d’ordinanza, c’erano appesi al muro i sacchetti del fruttivendolo e anche una bella treccia d’aglio; del proprietario nessuna traccia.

    Ma non lo sanno che per rinnovare i contratti, bisogna aspettare la fine della trattativa governo-sindacati a Roma? O loro pensano sempre di avere la corsia preferenziale?

    il rinnovo del contratto la maggior parte sono ex articolisti assunti quando non dovevano essere assorbiti da mamma regione e chiedono i passaggi di livello cose da pazzi mentre i loro colleghi che operano nei comuni o ex province sono ancora precari cioe’ non stabilizzati vi dovete vergognare

    No l’Aria ma l’Ars

    vorrei poter verificare il carico di lavoro dei regionali, specie quelli delle sedi decentrate….. e poi vediamo se meritano l’aumento o il licenziamento

    Secondo e terzo lavoro? Ma allora la Sicilia è la mecca e non lo sapevamo! Meno male che ce lo ha detto lei sig. Kingkong. Da oggi torme di immigrati, non solo sub sahariani, ma anche nord europei, faranno a gara per venire in Sicilia a lavorare.

    Lei non sa nemmeno di cosa parla. Lei non è incazzato, è solo invidioso e rancoroso. Quelli in piazza ieri eravamo tutti di ruolo, vincitori di concorso.
    Ma si sa: l’uomo come opera giudica.

    Il vero problema è che si lamentano chi è già garantito e ha già un lavoro a tempo inderminato di ruolo alla regione ma un livello basso quindi in barba ai concorsi vogliono scavalvare tutti coloro non hanno un posto di lavoro per fregare la seconda volta i disoccupati perchè se poi controlli i nomi scopri che il fratello, la sorella , il padre, la madre, la zia, lo zio, i cugini erano e sono tutti impiegati regionali loro LA TRINACRIA L’HANNO NEL DNA PERO QUANDO LI CERCHI IN UFFICIO LI TROVI AL BAR O IN GIRO E A LAVORARE SONO SOLO I PRECARI O I LAVORATORI DELLE PARTECIPATE GLI UNICI CHE SVOLGONO IL PROPRIO DOVERE

    se vedete sono tutti a lavoro guardate tutti i like a favore dove si parla bene dei regionali ore 11 stanno lavorando tutti su livesicilia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *