Rezza e Brusaferro: possibile reinfettarsi, serve prudenza - Live Sicilia

Covid, Rezza e Brusaferro: possibile reinfettarsi, serve prudenza

Le parole dei due esperti sul monitoraggio settimanale
LA PANDEMIA
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PALERMO – La curva dei contagi inizia rapidamente a scendere ma non è ancora l’ora di abbassare la guardia. Un nuovo invito alla prudenza che arriva all’interno del commento ai dati del monitoraggio settimanale tenuto dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, e dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. Quest’ultimo ha chiarito: con Omicron è possibile reinfettarsi.

“C’è una tendenza, anche se ancora lieve, alla decongestione delle strutture sanitarie – ha esordito Rezza continuando: -. I dati epidemiologici ci mostrano una situazione che sembrerebbe disegnare una fase nuova dell’epidemia, ma siccome i numeri sono ancora molto elevati è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e completare il ciclo vaccinale con la dose di richiamo”. Tende infatti “ancora a scendere l’incidenza di Covid-19 nel nostro Paese e si fissa – afferma Rezza – a 1362 casi per 100mila abitanti e anche l’Rt è ben al di sotto all’unità a 0,93, mentre il tasso di occupazione dei posti di area medica e intensiva è rispettivamente al 29,5% e 14,8%”.

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L’età media di chi contrae l’infezione, ha indicato, è di 36 anni, mentre per ricoveri e decessi le età restano più elevate, rispettivamente sopra i 70 anni e sopra gli 80 anni. “Ancora le fasce d’età più giovani, da 0 a 9 anni e da 10 a 19 anni – ha spiegato Brusaferro -, sono quelle caratterizzate da un livello di circolazione del virus più elevato, ma tutte le fasce d’età hanno una curva che indica una decrescita”. Con la variante Omicron, inoltre “è possibile che le persone che hanno contratto precedentemente l’infezione possano reinfettarsi, e questo dato si conferma da quando Omicron sta diventando dominante”.

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Poi il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha svelato che “sta crescendo la quota di popolazione che ha effettuato anche la dose booster e anche quella di chi ha iniziato il primo ciclo vaccinale, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. Ma ci sono ancora oltre 4 milioni di italiani sopra i 20 anni che devono ancora fare la prima dose”. “Si conferma – ha aggiunto il presidente Iss – che la protezione delle vaccinazione e del booster è elevatissima rispetto alle complicanze più severe della malattia, ma la vaccinazione protegge anche dall’infezione”.

Brusaferro ha quindi sottolineato che “c’è una conferma dell’inversione di tendenza per quanto riguarda l’incidenza, che rimane comunque molto elevata caratterizzandosi ancora come una fase epidemica acuta. I segnali di inversione vengono confermati anche dall’Rt che rimane sotto soglia. E ci sono segnali positivi pure per l’occupazione dei servizi sanitari anche se la quantità di persone che richiedono assistenza è ancora molto significativa”. Duque, ha concluso, “vanno mantenuti comportamenti prudenti e bisogna continuare nella campagna vaccinale”.


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Commenti

    A parte le competenze scientifiche sulle quali non discuto tuttavia non posso fare a meno di notare che tutti questi componenti del CTS più ministro e sottosegretari alla salute hanno facce da menagramo. Infatti non appena li vedo mi viene subito spontaneo toccare qualcosa…….

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