Rifiuti, il legale di Maesano: "Non vi è prova della corruzione" - Live Sicilia

Rifiuti, il legale di Maesano: “Non vi è prova della corruzione”

Si sono svolte tra ieri e oggi le arringhe dei difensori.
PROCESSO GORGONI
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CATANIA – Clima rovente, non solo per le temperature, nell’aula del palazzo di giustizia di Catania dove tra ieri e oggi si stanno svolgendo le discussioni delle difese degli imputati, stralcio ordinario, del processo scaturito dall’inchiesta su mafia e rifiuti Gorgòni.

Per l’avvocato Enzo Mellia, che difende l’ex sindaco di Aci Catena Ascenzio Maesano assieme al penalista Giuseppe Marletta, il capo d’imputazione “è del tutto fratturato rispetto ai risultati acquisiti. Essi dimostrano l’inesistenza del fatto tipico ovverosia la mancanza radicale della accettazione della promessa. Il tribunale della libertà aveva annullato l’ordinanza custodiale proprio su questo determinante e assorbente snodo”. Per il difensore dal dibattimento non vi è prova di alcun contatto mafioso. E non emerge – nemmeno dalla lettura delle intercettazioni – che l’ex primo cittadino sia colpevole di corruzione. Anche perché non c’è mai stata da parte di Maesano l’accettazione di una promessa di annullare le penali a Briganti della Senesi. Anzi le penali sono continuate. Anzi, la difesa ha prodotto un’intercettazione del settembre 2016 dove l’ex sindaco esprime (in dialetto) la città a livello di raccolta dei rifiuti era in una condizione pessima. Per l’avvocato dunque “non vi è alcun accordo” tra Maesano e Briganti. E in nessuna intercettazione emerge. Mellia evidenzia come l’accusa si concentra sulle intercettazioni tra Maesano e il giornalista Salvo Cutuli in macchina dove si fa riferimento alle penali e ai soldi, ma la risposta “ora vediamo” non dimostra la tesi accusatoria.

Il difensore del cronista, l’avvocato Dario Fina, ha ribadito che le conversazioni non sono indicative del “patto di corruttela”. E sempre in riferimento alla intercettazione del 19 agosto 2016 (quella sulle penali, ndr) Fina ha evidenziato come si trattasse di esternazioni che dimostrano un rapporto di confidenza e che dallo stesso Maesano infatti non sono state ritenute nemmeno credibili. Tanto è che la Senesi è stata destinataria di sanzioni sia prima che dopo. Fina, inoltre, respinge anche l’ipotesi di una possibile istigazione a commettere reato. Cutuli in quel periodo ricopriva il ruolo di addetto stampa della Senesi, quindi la conferma dell’appalto ad Aci Catena sicuramente avrebbe avuto un “peso” per il prolungamento del suo incarico professionale. L’avvocato infatti al termine della sua arringa ha chiesto al Tribunale, presieduto da Passalacqua, sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. L’ultima udienza in calendario è quella del 14 ottobre. Le pm Tiziana Laudani e Antonella Barrera hanno già annunciato repliche. Subito dopo il Tribunale si è ritirato in camera di consiglio per la sentenza. 


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