Rifiuti sanitari, l'allarme: |"Tuteliamo i lavoratori"

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Un'azienda del settore chiede di incontrare la Regione

Coronavirus
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2 min di lettura

PALERMO – “L’emergenza da Coronavirus ha visto in prima linea anche le aziende che ritirano, trasportano e smaltiscono il rifiuto sanitario, pericoloso e non, infettivo e non”. Lo dice una nota dell’azienda Ugri di Carini, che opera nel settore dei trasporti rifiuti speciali.

“Da oltre un mese abbiamo chiesto, nella qualità di azienda aggiudicataria presso le strutture pubbliche sanitarie della Sicilia Occidentale del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento, un incontro con carattere d’urgenza con l’assessore regionale Ruggero Razza, i prefetti delle province e i sindaci delle città, al fine di individuare le modalità con cui svolgere il servizio senza creare disservizi alle unità ospedaliere né all’azienda Ugri – si legge -. A distanza di un mese abbiamo la necessità di capire come meglio svolgere il servizio tenendo conto del fatto che abbiamo scorte limitatissime sia di mascherine che di tutti i dispositivi di sicurezza e di prevenzione, necessari, come prevede la legge, per svolgere un adeguato servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti provenienti da strutture sanitarie senza mettere a rischio i dipendenti e le relative famiglie nonché la comunità”.

“In una situazione di incertezza o addirittura nell’impossibilità di rifornirci direttamente dei Dpi sia a livello nazionale che a livello europeo non siamo sicuri di potere garantire il servizio a queste condizioni – prosegue la nota -. Per questa ragione chiediamo, ancora una volta, il dialogo con le istituzioni preposte, l’emergenza da Coronavirus è diventata la priorità per tutto il Paese. Ci attendiamo riscontro e collaborazione nell’affrontare la questione in maniera capillare.Un imprenditore ha l’obbligo di tutelare i propri dipendenti non mettendoli a rischio e nelle strutture sanitarie vengono raccolti, trasportati e smaltiti rifiuti sanitari pericolosi e non ma anche infettivi e non, per queste ragioni noi dobbiamo tutelare gli operatori applicando tutte le precauzioni e i dispositivi si sicurezza per evitare infezioni. Non è più rinviabile la risoluzione della problematica, affrontarla tempestivamente è necessario per il buon andamento delle aziende ospedaliere e per la sicurezza dei lavoratori”.

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