Rifiuti, triplicano i costi della discarica: "A Catania serve aiuto" - Live Sicilia

Rifiuti, triplicano i costi della discarica: “A Catania serve aiuto”

Il sindaco facente funzioni fa appello al governo nazionale e regionale per fare fronte ai rincari sull'immondizia.
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CATANIA – “Non ce lo possiamo permettere. Nel senso che non abbiamo la possibilità economica di fare fronte a questi aumenti”. Il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi non tenta di indorare la pillola: i rifiuti di Catania ora sono un problema in più per il bilancio del municipio. I faticoso equilibrio ritrovato dei documenti contabili è messo a rischio dagli aumenti: il costo della discarica è triplicato e la città non può farcela. Da trovare ci sono circa 30 milioni di euro in più ogni anno.

“Siamo passati da 107 euro a tonnellata a quasi 350 – spiega Bonaccorsi a LiveSicilia – Da soli, non possiamo fare fronte ad aumenti di questo genere. Noi queste cifre non possiamo pagarle”. Il dissesto, naturalmente, c’entra. Dopo la deliberazione da parte del Consiglio comunale, all’inizio dell’amministrazione Pogliese, Palazzo degli elefanti ha presentato al ministero dell’Interno – che l’ha integralmente approvata – la sua ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Cioè un documento contabile che garantisca, tenuto conto di tagli e riduzioni di spese, l’equilibrio delle casse: tante entrate, altrettante uscite. È questo il binario sul quale si è mosso, in questi anni, il treno del risanamento del Comune. Possibile soprattutto grazie al Salva Catania, l’emendamento al decreto Crescita del governo gialloverde che ha destinato al capoluogo etneo mezzo miliardo di euro distribuiti fino al 2033. Ma l’equilibrio è cosa sottile e per metterlo in discussione ci vuole poco.

“Quando abbiamo ottenuto quello stanziamento – ricorda il sindaco facente funzioni, allora vice – lo abbiamo fatto presentando un’analisi puntuale dei dati. Per esempio: quanto ci costavano i mutui che ci erano stati concessi trent’anni fa e sui quali nessuno aveva vigilato. È stato questo ragionamento a portare i suoi frutti, il lavoro svolto con precisione”. Adesso sarà necessario lo stesso approccio, per ottenere che il governo regionale e nazionale si facciano carico di oneri su cui il Comune non ha colpa: “Venerdì andrò alla Sicula Trasporti, ho chiesto di vedere tutti i dettagli dei rincari – continua Roberto Bonaccorsi – Ho visto un piano finanziario, ma voglio andare più nel profondo. È il mio mestiere, del resto. Voglio sapere esattamente da cosa scaturisce questo aumento: in che percentuale è per via del costo della benzina raddoppiato? Quanto dipende, invece, dagli aumenti dell’energia elettrica?”.

La discarica di contrada Codavolpe, attualmente in amministrazione giudiziaria ma di proprietà della Sicula Trasporti, ha raggiunto la sua quota massima di riempimento. Così i compattatori che arrivano da Catania carichi di immondizia la scaricano lì solo perché subisca una prima selezione attraverso l’impianto di TMB (trattamento meccanico biologico). Da Lentini, poi, la spazzatura parte alla volta di altre discariche dentro e fuori dalla Sicilia. “I costi si impennano non appena i rifiuti escono fuori dal perimetro della nostra città. Il problema sta nel trasporto – spiega Bonaccorsi – Il fatto è che, con l’approssimarsi della stagione estiva, rischiamo di trovarci in grave difficoltà con la spazzatura e di vanificare gli sforzi fatti”. Sia sul risanamento sia sull’incremento della raccolta differenziata.

“Catania è in una situazione complicata, ma Palermo non sta meglio – ricorda Roberto Bonaccorsi – Il pericolo è davvero di venire investiti da un’emergenza, se non si ragiona a lungo termine. Se non si comprende che non si può lasciare sola l’amministrazione in questa vicenda. Il mio è letteralmente un grido d’aiuto“.

La Srr (Società regolamentazione dei rifiuti) della Città metropolitana sta tentando di fare la sua parte. Oggi il presidente Francesco Laudani incontrerà i suoi omologhi della Srr di Enna, sperando di ottenere un buon accordo per portare i rifiuti del Catanese nella discarica ennese di Cozzo Vuturo, pubblica come quella di Gela. L’1 aprile, invece, scadranno i termini per la presentazione delle offerte alla gara per spedire i rifiuti fuori dalla Sicilia: un appalto da 33 milioni di euro, ma solo per un anno.

“Sicula ha inviato alla Srr e a tutti i Comuni una proposta di convenzione da sottoscrivere, per portare il costo di trattamento e trasporto dei rifiuti a 240 euro a tonnellata – risponde Francesco Laudani a questo giornale – Hanno anche spiegato, però, che si potrebbe facilmente arrivare a superare i 300 euro. Per il momento, 21 Comuni della Srr hanno sottoscritto la convenzione, ma erano tutte amministrazioni che avevano fatto economie. E che con la raccolta differenziata sono molto più avanti di Catania”.

All’ombra del liotro, la media della differenziata sarebbe salita quasi al venti per cento. Significa che quotidianamente in città si producono circa 400 tonnellate di indifferenziata. “La gara per portare i rifiuti fuori Sicilia, naturalmente, riguarderà tutti i 28 Comuni della Srr e servirà per le eccedenze: il 35 per cento di immondizia dovrebbe essere conferito in Sicilia, la restante parte dovrebbe essere inviata lontana”. Per Laudani, però, non è escluso che anche quel 35 per cento sia troppo: “Le proroghe alle discariche scadranno alla fine di marzo e, da quello che ci risulta, non dovrebbero esserci nuovi decreti del presidente della Regione – spiega ancora il presidente della Srr – Gela non ce la fa più, la Sicula è piena, Enna può accogliere pochi rifiuti…”. Resta la discarica Oikos di Motta Sant’Anastasia, quella di proprietà della famiglia Proto. Loro si sarebbero già detti disponibili a intavolare una discussione con la Srr. E i loro prezzi potrebbero essere concorrenziali.


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Commenti

    Fateli pagare al Mov.5 stalle ed ai suoi elettori che non vogliono i termovalorizzatori. perchè inquinano :Infatti Putin non sta inquinando sta solo distruggeno e messa a fuoco una nazione.

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