Riforma rifiuti, Musumeci: | "Andiamo avanti con lealtà"

Riforma rifiuti, Musumeci: | “Andiamo avanti con lealtà”

Commenti

    ”Andiamo avanti con lealtà”. E’ una battuta vero? Leali come voi che durante la campagna elettorale avete promesso, senza nessuna possibilità di mantenerle, mare e monti e adesso parlate di lealtà. Ma a parte i cavallucci sotto casa e gli incarichi per i vostri sodali, cosa cavolo avete fatto per la collettività?

    oddio non gliene passa una …solo un asfittico e senza risorse “diritto allo studio”

    Andrà avanti di sicuro. La regione le serve solo per organizzare fiere di cavalli nei pressi del paesello natio. Milioni di euro sperperati che potevano essere utilizzati a favore di ospedali, categorie svantaggiate e morti di fame. Ed invece no fiere feste e sollazzi. Continui così… pure chi aveva stima di lei si sta ricredendo. Pur di non mollare la poltrona e anche senza una vera maggioanza prendendo schiaffi a destra e a manca non ha la dignità di dimettersi. I suoi capricci, i suoi giocattolini e festicciole varie oltre milioni di euro ci stanno costando anche in dignità. Game Over, vi prego svegliatelo, diteglielo, ma prima comprategli un lecca lecca non vorremmo piangesse per la perdita dei costosi giocattolini

    Trizzino ancora scrivete M5S? Ormai parla e agisce come un compagno organico al peggiore pd, non vi voterò mai più

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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