PALERMO – La corsa per la conquista del posto da dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica della Regione Siciliana ha 17 partecipanti. Tanti sono i dirigenti di terza fascia e gli esterni, secondo quanto apprende LiveSicilia, che hanno presentato domanda dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’avviso relativo all’incarico.
Sanità, la corsa per il posto da dirigente
Sono gli aspiranti ad uno dei posti più ambiti della burocrazia regionale, con uno stipendio da circa 185mila euro lordi. La Regione dovrà ora nominare la commissione incaricata di analizzare i curriculum. Un numero consistente di concorrenti nonostante i paletti stringenti fissati per potere ambire alla guida della Pianificazione strategica. Viene richiesta, ad esempio, una esperienza “decennale” nella gestione amministrativa-contabile di enti o strutture di media e grande dimensione del settore pubblico sanitario.
Pianificazione strategica e assessorato, destini incrociati
Servirà almeno un mese per concludere un iter che si intreccia con le dinamiche del rimpasto di governo. I movimenti, infatti, potrebbero interessare anche l’assessorato alla Salute, guidato al momento da Daniela Faraoni. Fratelli d’Italia non nasconde il suo interesse per la delega alla Salute, soprattutto alla luce del rinvio a giudizio di Elvira Amata che dovrebbe comportare la cessione del Turismo da parte dei meloniani.
Il rimpasto e il posto di assessore alla Sanità
Il partito di Giorgia Meloni punta così alla poltrona più alta di piazza Ottavio Ziino ma la partita coinvolge anche la carica di direttore generale della Pianificazione strategica, figura che lavora gomito a gomito con l’assessore alla Sanità. Gli ultimi rumors sul fronte politico danno il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, Giorgio Assenza, come possibile successore di Faraoni. Scenario alternativo a quello che vorrebbe Alessandro Aricò spostarsi dalle Infrastrutture alla Salute.
Pianificazione strategica, derby all’Asp di Trapani
Quando il rimpasto sarà realtà arriverà anche il tempo della scelta del dg della Pianificazione strategica. Confermate le indiscrezioni raccolte da LiveSicilia sulla partecipazione dell’attuale commissaria dell’Asp di Trapani, Sabrina Pulvirenti, all’avviso pubblico. Tra i suoi avversari c’è anche uno degli uomini con cui lavora ogni giorno, il direttore amministrativo della stessa Asp, Danilo Palazzolo. Un derby tutto trapanese.

Gli ‘esterni’ che corrono per il super dipartimento
Pulvirenti e Palazzolo fanno parte della nutrita pattuglia degli esterni all’amministrazione regionale che hanno presentato domanda. Sono una decina, in tutto, coloro che aspirano ad entrare per due anni nel parco dirigenti della Regione.
Tra gli esterni c’è anche un altro nome pesante della sanità regionale, quello dell’attuale direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo: Alessandro Mazzara. In corsa, secondo quanto risulta, ci sarebbe anche l’attuale direttore del dipartimento Cure primarie e integrzione sociosanitaria dell’Asp di Agrigento, Ercole Marchica.
I dirigenti interni che partecipano al bando
Grossi nomi in campo anche tra gli attuali dirigenti di terza fascia della Regione. Su tutti spicca quello di Mario La Rocca, che al momento guida il dipartimento Beni culturali. Per lui sarebbe un ritorno alla Pianificazione strategica, incarico ricoperto nel corso del governo Musumeci.

L’esclusione di La Rocca nel 2025
Il dg venne escluso nell’ottobre 2025 dalla corsa per la Pianificazione strategica per una incompatibilità e in quella occasione arrivò la conferma di Salvatore Iacolino alla guida del dipartimento. Un caso che turbò i rapporti tra FdI e il governatore Renato Schifani. La Rocca finì fuori dai giochi per un presunto conflitto di interessi: nel 2018 il fratello era diventato legale rappresentante di una struttura convenzionata con il sistema sanitario regionale. “Lo feci presente attraverso le modalità previste dalla normativa chiedendo di essere sostituito”, spiegò La Rocca.
La vicenda portò ad un esposto ma la giurisprudenza della Cassazione ha certificato che “l’obbligo di astensione non sussiste in caso di adozione di provvedimenti di carattere generale che sono proprio quelli di competenza del dirigente generale del Dipartimento di pianificazione strategica”. Una precisazione arrivata dal diretto interessato nel tourbillon di polemiche nate dalla sua esclusione messa nero su bianco in una delibera di giunta. Oggi il dg dei Beni culturali ci riprova, sottolineando però che i controlli sui requisiti di accreditamento delle strutture private sono di competenza dell’Organismo tecnicamente accreditante (Ota), struttura terza presso il Dasoe.
Pianificazione strategica, il derby interno all’assessorato
Tra coloro che già una volta sono stati esclusi e che ritentano la selezione c’è anche l’attuale capo di gabinetto di Faraoni, Giuseppe Sgroi. Quest’ultimo sarà protagonista del secondo derby della Pianificazione strategica, questa volta interno all’assessorato alla Salute: tra coloro che hanno presentato domanda, infatti, c’è anche Giacomo Scalzo, attuale dg del Dasoe.

