Riparato il primo bypass | Ma la città è ancora a secco

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Completato l'intervento sulla condotta che collega gli acquedotti di Fiumfreddo e dell'Alcantara. Tanti quartieri, però, restano senz'acqua. Tre i milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza della collina a Calatabiano. Calogero Foti, intanto, è stato nominato Commissario delegato per il superamento dell'emergenza.

L'emergenza idrica a Messina
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3 min di lettura

MESSINA – È stato riparato in nottata dai tecnici di Siciliacque il bypass di Forza D’Agrò (Messina), che collega l’acquedotto di Fiumfreddo a quello dell’Alcantara riuscendo a far arrivare a Messina l’acqua, sia pure con portata ridotta. Si erogheranno presto circa 300 litri al secondo che insieme a quelli dell’acquedotto della Santissima (200 litri al secondo) serviranno in parte a mitigare le sofferenze dei messinesi.

Molte zone però restano senz’acqua e in quasi tutta la città l’erogazione dura solo per poche ore al giorno. Protezione civile ed esercito stanno intanto rifornendo con autobotti scuole ed ospedali. Frattanto sono stati stanziati 3 milioni di euro, due da parte dello Stato e uno da parte della Regione, per gli interventi previsti per la messa in sicurezza della collina a Calatabiano, dove è avvenuta la frana che ha interrotto la condotta, la realizzazione di un secondo bypass e le operazioni di prima emergenza. Da ieri è operativa anche una task force della Protezione civile nazionale con 40 tecnici che sarà guidata dal dirigente regionale Calogero Foti. Oggi alle 10 protesta davanti al municipio contro comune e Amam, di fatto commissariati per la gestione dell’emergenza.

*Aggiornamento delle 15.30

Dopo 14 giorni, nonostante sia stata realizzata la riparazione del bypass tra l’acquedotto dell’Alcantara e quello di Fiumefreddo, l’acqua nei rubinetti delle case arriverà solo domani mattina. Solo nei rioni forniti dall’acquedotto della Santissima le case hanno l’acqua, ma la portata è solo di 20 litri al secondo. Sia le autobotti in città che la nave della marina stanno distribuendo acqua. Alla protesta dei cittadini per la situazione di emergenza hanno partecipato circa 50 persone. I gruppo del Pdr a Palazzo Zanca chiede che venga istituita una commissione di inchiesta comunale sull’emergenza idrica. (

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, intanto, ottenuta l’intesa della Regione Sicilia, ha firmato l’ordinanza riguardante i primi interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza idrica nella città di Messina. In particolare, il Dirigente Generale del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, Calogero Foti, è stato nominato Commissario delegato per il superamento dell’emergenza.

L’ingegner Foti, si legge nel comunicato della protezione civile che rende nota la nomina di Foti, “potendosi avvalere anche in qualità di soggetti attuatori dei comuni, delle Unioni di comuni della regione siciliana, degli enti pubblici non territoriali interessati, delle strutture organizzative e del personale della regione Siciliana, nonché dei soggetti privati e a partecipazione pubblica che concorrono al superamento del contesto di criticità, dovrà definire gli interventi urgenti per l’approvvigionamento idrico di emergenza per la città di Messina e per il ripristino della funzionalità dell’Acquedotto Fiumefreddo, tenendo conto del rischio incombente sul territorio comunale di Calatabiano interessato dal movimento franoso”. Inoltre, “il Commissario delegato dovrà coordinare le attività tecnico-scientifiche per lo studio ed il monitoraggio del movimento franoso e di analisi della rete idrica cittadina per la razionalizzazione dell’erogazione dell’acqua. Proseguono intanto le attività per garantire la fornitura d’acqua ai cittadini, anche attraverso l’utilizzo di autobotti dislocate in diversi punti della città”, conclude la nota.

“Trovo allucinante che per la rottura di una conduttura idrica siamo stati costretti a dichiarare lo stato di emergenza e lo stato di calamità naturale” ha detto, intanto, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. “Quando ero sindaco a Gela e c’era un guasto al dissalatore pensavo a come risolvere il problema e non a chiedere lo stato di calamità naturale. Mi sembra davvero un’esagerazione – ha aggiunto Crocetta – Sarebbe bastato fare come gli antichi romani che pensavamo a scavalcare la frana allestendo nuove tubature magari esterne”.

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