Riscossione, dirigenti, assunzioni | Arriva all’Ars la Finanziaria-bis - Live Sicilia

Riscossione, dirigenti, assunzioni | Arriva all’Ars la Finanziaria-bis

Il “collegato” contiene 89 articoli. Prevista la liquidazione dell’azienda delle tasse e la creazione di un ufficio stampa.

La discussione dal 9 maggio
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PALERMO – Per il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ad alcune di quelle norme bisognerà assicurare una sorta di corsia preferenziale: si tratta della liquidazione di Riscossione Sicilia e della fusione tra Cas e Anas. Per il resto, il cosiddetto “collegato” alla Finanziaria potrebbe essere “spacchettato” in tanti disegni di legge autonomi. Ma intanto, è stato incardinato a Sala d’Ercole e fino a domani sarà possibile depositare gli emendamenti al testo di quella che è una vera “Finanziaria-bis”, un disegno di legge enorme che contiene la bellezza di 89 articoli.

Il caso Riscossione

Ma alcuni sembrano già destinati a dare vita a veri e propri conflitti a Sala d’Ercole. Era già esplosa la polemica settimane fa, del resto, sulla norma che prevede la liquidazione di Riscossione Sicilia. Una norma che, però, così come presente nel collegato è già “vecchia”. Il testo prevedeva infatti la liquidazione della spa entro 60 giorni dall’approvazione del disegno di legge, e comunque “non oltre il primo luglio 2017”. Una data che è già “superata”: servirà una modifica. Nel merito, la norma prevede il passaggio delle attività di riscossione in Sicilia e dei dipendenti della società al nuovo ente nazionale che sostituirà Equitalia.

Fusione tra Cas e Anas

La fusione tra Cas e Anas, invece, nel collegato dovrà ancora approdare, visto che al momento nel testo base non è presente. Esiste però già un emendamento messo a punto dalla Commissione bilancio – la stessa che aveva bocciato analoga proposta legislativa del governo – e che dovrebbe contare sul consenso dei partiti dell’Ars. La norma prevede la creazione di un nuovo ente misto, le cui quote saranno divise tra Anas (non più del 51 per cento) e Regione (non meno del 49 per cento). Alla nuova società passeranno le concessioni sia del Consorzio autostrade che verrà sciolto, sia quelle di Anas. Ciò potrebbe tradursi nell’applicazione di nuovi pedaggi in tratti attualmente gratuiti (quelli gestiti appunto dal Cas).

La dirigenza e la fascia unica

Questi due temi dovranno quindi avere una procedura più veloce. Ma il “collegato” contiene davvero di tutto. Come ad esempio la discussa norma che dovrebbe modificare la dirigenza regionale. Una norma già disconosciuta da chi, come il capogruppo Toto Cordaro, aveva presentato un proposta di riforma che sarebbe stata travolta nel corso dell’iter della manovra. La norma oggi prevede una sorta di “promozione” dalla terza alla seconda fascia dirigenziale di 450 burocrati, scelti secondo criteri previsti dal ddl e relativi all’esperienza a capo di uffici di grosse dimensioni. Una promozione che non si tradurrebbe in un guadagno economico, ma che restringerebbe a quei 450 sugli oltre 1.600 dirigenti, la scelta per i ruoli di capodipartimento (dirigente generale). E anche in questo caso, è già battaglia dentro e fuori dall’Ars. Secondo alcuni sindacati e anche deputati dell’Ars, la norma aprirebbe a nuove assunzioni nella già popolatissima Regione siciliana.

Le norme per i giornalisti

Non mancano poi nemmeno le norme destinate ai giornalisti. Una in particolare punta a ricostituire una sorta di ufficio stampa. “Per il reclutamento di qualificati operatori dell’informazione professionale e della comunicazione istituzionale”, prevede la norma, il governo in carica “provvede mediante il ricorso a figure professionali iscritte all’ordine dei giornalisti sulla base dell’esame del curriculum vitae”. Niente concorso pubblico, quindi: una occhiata ai titoli, ed ecco l’assunzione “con contratto a tempo determinato secondo le norme regolamentari vigenti per gli uffici di diretta collaborazione del Presidente della Regione”. Intanto, finché dura il governatore, i giornalisti selezionati “intuitu personae” resterebbero in sella. Il costo? 350 mila euro solo nel 2017 e 650 mila euro a partire dal 2018.

Università, Aran e Formazione

Nel collegato, poi, ecco i finanziamenti ai Consorzi universitari e il riordino degli Ersu (gli enti regionali per il diritto allo studio) che si tradurrà nella riduzione a un unico ente in Sicilia. Prevista poi anche la soppressione dell’Aran Sicilia (l’ente che si occupa dei contratti dei regionali). Presente anche la norma che “obbligherebbe” gli enti di Formazione siciliana, in caso di nuove assunzioni, ad attingere dall’albo regionale degli addetti ai lavori.

La spending review…al contrario

Il testo poi presenta anche strane norme. In qualche caso di potrebbe parlare di spending review…al contrario. Ecco infatti la scomparsa di due “blocchi” che erano stati fissati in parte dal governo Lombardo, in parte dal governo Crocetta. Salterebbero infatti i limiti dei 50 mila euro per i presidenti dei cda e di 25 mila per i consiglieri delle società partecipate, cifre che dovevano subire un ulteriore taglio del 30 per cento. E invece, il nuovo testo prevede che quelle indennità saranno applicate “tenuto conto della diversa complessità organizzativa”. Tradotto: azienda grossa, grosso stipendio. E del resto, lo stesso articolo abbatte il famoso blocco delle assunzioni. Le società partecipate infatti potranno assumere “in deroga”, appunto, all’articolo previsto nella legge 11 del 2010 che prevede appunto il divieto di nuove assunzioni. Una norma che rischia di avere enormi effetti sotto elezioni: si potrà partire dai dipendenti presenti all’interno dell’albo degli ex lavoratori delle partecipate. E ancora, ecco il Fondo speciale per i lavoratori ex Asi (accompagnerà questi fino all’età pensionabile), i prepensionamenti per i lavoratori degli enti regionali, le norme per Forestali e Consorzi di bonifica. Un testo atteso e controverso, quello che scandirà i lavori dell’Assemblea regionale nelle prossime settimane. L’inizio della discussione è prevista per il 9 maggio. E sarà l’avvio, quasi certamente, di una nuova “guerra” a Sala d’Ercole.


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Commenti

    Congiure di palazzo…..

    Una vera rivoluzione, è nato il collegato, giochetti mai visti prima. È la dimostrazione che non esistono più politici!

    Qualcuno deve spiegare questi 78 mesi perchè sono stati messi (comma 3) visto che l’art. 23bis del decreto Brunetta ed il D.lvo 29/1993 prevedevano 5 anni (60 mesi) per passare alla prima fascia.
    Questo è il testo dell’articolo :

    Art. 23.
    Armonizzazione delle norme sulla dirigenza pubblica regionale

    1. Nella prospettiva di un’organica riforma e al fine di consentire l’applicabilità dell’istituto della mobilità, l’ordinamento della dirigenza nella Regione siciliana e negli enti di cui all’articolo l della legge 15 maggio 2000, n. 10 è regolato dai principi generali della normativa statale in materia di dirigenza pubblica secondo le disposizioni dei successivi commi.

    2. Il Ruolo unico previsto dall’articolo 6 della legge regionale n. 10/2000 e sue successive modifiche e integrazioni è composto da 40 dirigenti di prima e da 450 dirigenti di seconda fascia ed è distinto in sezioni ed eventuali profili professionali specifici definiti con decreto del Presidente della Regione da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge su proposta dell’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica.

    3. In prima applicazione, alla prima e alla seconda fascia di cui al comma 2 accedono rispettivamente, ove non ostino specifiche ipotesi di responsabilità disciplinare, i dirigenti del ruolo unico che alla data del 31 dicembre 2016 abbiano ricoperto incarichi di direzione di strutture di massima dimensione o equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a 78 mesi e quelli che alla stessa data abbiano ricoperto incarichi di direzione almeno di strutture intermedie di cui all’articolo 4, comma l della legge regionale n. 10/2000 ed equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a 60 mesi, fermo restando l’avvenuto ingresso nell’Amministrazione regionale con pubblico concorso per la qualifica di dirigente ovvero in base a specifiche disposizioni di legge concernenti processi d’inquadramento o mobilità da altre amministrazioni pubbliche.

    4. Per le finalità di cui al comma precedente, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale redige apposita graduatoria.

    5. Successivamente all’applicazione dei commi precedenti la terza fascia dirigenziale è mantenuta ad esaurimento, nei limiti della dotazione organica residuale secondo quanto previsto dall’articolo 49 comma 3 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9.

    6. Fatto salvo quanto previsto ai commi precedenti, l’accesso alla qualifica dirigenziale e il passaggio di fascia sono regolati dagli articoli 23, 28 e 28 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni.

    7. Al fine di corrispondere alle crescenti esigenze di funzionalità amministrativa mediante la semplificazione e l’efficientamento delle modalità di attribuzione delle diverse responsabilità dirigenziali, tutti gli incarichi previsti dall’articolo 9 della legge regionale n. 10/2000 e successive modifiche ed integrazioni sono conferiti, secondo i termini e le procedure ivi regolate, a dirigenti del Ruolo unico di prima o seconda fascia tenendo conto, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed alla complessità della struttura interessata, delle attitudini e delle specifiche competenze e capacità professionali del singolo dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza e della relativa valutazione oltre che delle specifiche competenze organizzative possedute, facendo salvo l’obbligo di prioritaria considerazione della corrispondente sezione di appartenenza rispetto alla struttura da ricoprire e l’applicabilità a tutti i predetti incarichi dirigenziali delle previsioni normative richiamate dal comma 8 del predetto articolo 9 entro il limite percentuale ivi previsto nel caso di comprovata assenza di specifiche professionalità interne.

    8. Gli incarichi di direzione di unità operative possono essere altresì conferiti, per necessità di servizio, ai dirigenti della terza fascia dirigenziale ad esaurimento secondo le procedure e i criteri richiamati e previsti dal comma 7.

    9. L’Amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul proprio sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione, acquisisce le disponibilità dei dirigenti interessati e le valuta.

    10. Gli enti di cui all’articolo 1 della legge n. 10/2000 adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni di cui al presente articolo.

    11. All’articolo 13 comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, le parole “l’accorpamento per materie omogenee di strutture dirigenziali” sono sostituite con le parole “l’accorpamento per materie omogenee di unità operative di base”.

    MaEquitalia e Stato non hanno voce in capitolo sul passaggio dei dipendenti di Riscossione Sicilia?
    Perché se così è perché il ddl non prevede anche il passaggio allo Stato di tutti gli operatori della formazione professionale, degli ex Pip e di tutti i precari? Anzi perché no anche i dipendenti dell’ assessorato Beni Culturali al ministero, e anche quelli della Sanità ….e già che ci siamo potrebbero approvare una norma che destina all’Ars, ai fini di un meritato aumento dei compensi dei deputati, una quota del fondo pensioni dei dipendenti statali …

    Se sciolgono l’Ente autostradale dove fanno a finire i 354 dipendenti di ruolo Cas? Ad ingrossare il bacino della Resais a carico del bilancio della regione? Cui prodest perdere uno dei pochi enti con bilanci attivi della regione invece di mandare a casa chi non ha saputo gestire le risorse umane ed economiche consortili? I ns parlamentari, che fino a pochi mesi fa definivano il Cas ” un gioiellino” come mai hanno improvvisamente cambiato idea definendolo ” fallimentare”? Quali poteri tramano dietro questo scioglimento? Sono veramente tutti consapevoli (o fanno finta) che un attimo dopo lo scioglimento Cas la concessione – in atto valida fino al 2030 – non potrà essere trasferita a nessuna società ma, per imposizione della comunità europea, dovrà solo essere messa in gara? Sono tutti consapevoli che la fusione Anas Cas deve essere immediatamente riesaminata alla luce della recente decisione del CdM di inglobare Anas in FS? Che escano fuori le VERE motivazioni perché, come giustamente ha detto il presidente Vinciullo in commissione bilancio la minaccia della revoca della concessione non ci preoccupa (vedi fallito tentativo). Anche in quest’ultimo caso la concessione verrebbe tolta al Cas per essere messa subito in gara a livello europeo.

    Lo schifo continua ancora. Scusate cose si aspetta a mandare a casa Crocetta il PD e tutta la maggioranza che lo sostiene? Ma come è possibile che ancora si continua a fare scempio della Sicilia e del Bilancio della Regione?
    Ma la Magistratura e la Corte dei Conti cosa fanno? Al voto subito.

    Salvate il soldato rayan ovverosia salvate i lavoratori di riscossione Sicilia , centottanta lettere di contestazione , clima irrespirabile in azienda come testimoniato dal video delle iene , ricordiamoci tutti che riscossione Sicilia è un ente che deve riscuotere i tributi e non una vetrina elettorale e centro di potere

    Un po’ di pazienza. Bisognerà aspettare le prossime elezioni regionali previste nel mese di ottobre per fare in modo che “il vento della liberazione” inondi la Sicilia e ci liberi di tutti i politici attuali…..

    AI DISOCCUPATI DI PALERMO E A COLORO CHE VIVONO IN POVERTA’:
    QUANDO ANDRETE A VOTARE RICORDATEVI I NOMI DI CHI VOTERA’ QUESTA FINANZIARIA E SE ANCHE QUESTA VOLTA VI VENDERETE LA DIGNITA’ PER UN PIATTO DI LENTICCHIE ALLORA VUOL DIRE CHE MERITATE QUESTI GOVERNANTI.

    approvata la finanziaria adesso bisogna vigliare sul collegato perchè le porcate sono in agguato.come l’emendamento che vuole promuovete in prima e seconda fascia i dirigenti galoppini dei politici che dal 2000 non hanno mai pensato a fare svolgere i concorsi per il passaggio di fascia previsti dalla legge 10/2000.Certo ai politici i concorsi non piacevano perchè volevano avere le mani libere per nominare amici e parenti sia dirigenti generali ,sia dirigenti di aree e servizi..Quelli di adesso li vorrebbero piazzare per sempre nei posti apicali
    per garantirsi una longa manu dentro la regione, sapendo che in futuro molti di loro non saranno più eletti.vergogna:giù le mani dalla dirigenza che non siete cosa

    questa è pura campagna elettorale.Ma poi vogliono i giornalisti?li nominino tra i componenti degli uffici di gabinetto, dove tanta gente serve solo per raccomandare le pratiche degli amici

    Le società partecipate potranno assumere??
    Ma se già le società contano 7000 persone che è un numero alto, alla quale si aggiungono quelli che sono in causa con le società per il reintegro del posto di lavoro, più quelli che fanno parte dell’albo delle partecipate in liquidazione.
    Mi parlano ancora di assunzioni nelle partecipate.

    vergogna vera questa classe politica e vergogna pure i siciliani che li hanno eletti

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