Ristoranti, anfiteatri, verde: come cambierà il porto di Palermo - Live Sicilia

Ristoranti, anfiteatri, verde: come cambierà il porto di Palermo

Oltre 600 milioni di investimenti, il punto con Pasqualino Monti (video di Moreno Geraci)
L'INTERVISTA
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PALERMO – Prati all’inglese, aiuole curate, per terra neanche un mozzicone di sigaretta e, in un silenzio quasi surreale, anche qualche canoista. E intorno muratori in piena attività perfino di sabato mattina. Entrare nelle nuove aree del porto di Palermo assomiglia molto a un film di fantascienza: bastano pochi metri per guardarsi attorno smarriti, credendo di essere stati catapultati in chissà quale altro posto. E invece è il porto di Palermo, lo stesso luogo che per anni ha ospitato silos vuoti, gru ferme e un Castello a mare circondato da capannoni, nel quale i turisti vagavano alla ricerca di qualche indicazione.

Un’area che dalla fine del 2017, cioè da quando alla guida dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale è arrivato Pasqualino Monti, è diventata un cantiere a cielo aperto e in continua trasformazione. Via i silos, via le gru, via i vecchi edifici che davano su via Crispi e al loro posto una nuova stazione marittima (anzi, “cruise terminal”), un mercato ittico da trasformare sulla falsa riga delle principali città europee, un nuovo molo per gli aliscafi, la nuova area di Sant’Erasmo ma soprattutto la grande area del “trapezoidale”, 20 mila metri quadrati in cui stanno sorgendo ristoranti, auditorium, sale congressi e perfino un lago artificiale. “Vogliamo ricongiungere il porto alla città sfruttando tutto quello che di bello Palermo offre ed è questo il progetto a cui lavoriamo ormai da cinque anni”, dice Pasqualino Monti mentre attraversa le aree di cantiere insieme alle telecamere di Livesicilia. Un manager ischitano arrivato da Civitavecchia che in poco tempo è riuscito ad attivare progetti per oltre 600 milioni di euro: una somma in realtà non troppo differente da quelle annunciate in occasione di altre grandi opere, semmai la vera novità è che stavolta i progetti diventano realtà e lo fanno nei tempi previsti. “Il problema non sono mai stati i fondi, quelli ci sono sempre stati – spiega uno dei tecnici – Stavolta però c’è anche la volontà di fare le cose”.

L’area del trapezoidale è in pieno fermento pure di sabato mattina e l’aspetto varia nel giro di poche settimane. L’edificio principale da 4 mila metri quadrati è già in piedi: a piano terra un auditorium che ospiterà fino a 250 persone, al primo piano il nuovo spazio del ristorante di Natale Giunta e in cima un anfiteatro a cielo aperto che dà sul mare, da cui è possibile ammirare lo specchio d’acqua e di fronte monte Pellegrino. “Il mio sogno è un concerto da fare qui, di sera – dice Monti – con un pianista che si esibisce per un pubblico che può godere di questo panorama”. A destra si vedono le basi dei tre futuri ristoranti a pochi passi dall’acqua, l’attracco per mega yatch, clubhouse e, poco verso l’interno, un grande edificio a forma di elle: “Qui abbiamo già affidato 1.600 metri quadrati per i prossimi 30 anni a un raggruppamento di brand di alto livello che si occupano di enogastronomia siciliana d’eccellenza – spiega il presidente – Sarà un luogo dove turisti e palermitani potranno acquistare dell’ottimo vino, il cioccolato di Modica o entrare in negozi di abbigliamento”. Il Castello a mare, grazie a un accordo con ”Le vie dei tesori”, ospiterà un museo virtuale sulla città tornando alla sua vocazione monumentale e a completare il tutto ci sarà un laghetto artificiale da 8 mila metri quadrati che, promette Monti, riserverà anche una sorpresa: “Ci saranno giochi d’acqua molto particolari che presto presenteremo alla città, saremo i secondi in Europa”. Consegna prevista per il 2023, appena tre anni dopo la progettazione.

Il nuovo porto è pensato a “zone”: a nord, verso monte Pellegrino, l’area dedicata alle merci e ai cantieri navali e a sud, direzione Messina, invece i servizi per palermitani e turisti. Di fronte una città che sembra quasi immobile, se paragonata al fermento che si vive sulla costa: da qui l’intenzione del Comune di restituire, dopo oltre vent’anni, il grande prato del Foro Italico all’Autorità portuale. “Sicuramente rimarrà il verde – rassicura Monti – ma vogliamo anche l’aiuto dei più bravi architetti del mondo per immaginare come poterlo trasformare: ecco perché indiremo un concorso internazionale di idee. Rimarranno sia il Parco della salute, che svolge una funzione sociale indispensabile, che il Nautoscopio e riconnetteremo il centro urbano col mare”.

RENDERING TRAPEZOIDALE PORTO

In una città in cui le opere pubbliche si trasformano in eterni calvari e i cambiamenti hanno bisogno di tempi biblici, il porto sembra un’isola felice: sarà anche per questo che sempre più progetti vengono affidati all’ente che gestisce anche Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Licata e Gela. Un esempio? Dopo la Cala, Sant’Erasmo e il Foro Italico, l’Autorità di Pasqualino Monti si occuperà anche di trasformare lo spartitraffico centrale di via Crispi ridisegnando la porta di ingresso alla città per chi scende da una nave da crociera, oltre a rimettere mano alle zone immediatamente a ridosso. Un progetto da 3,5 milioni, i cui lavori partiranno già a dicembre, che significherà anche meno tir che sostano a casaccio intralciando il traffico: l’idea è quella di un “porto a secco”, cioè un parcheggio da allestire a Brancaccio per i grandi camion che, attraverso un sistema informatico, verranno fatti partire di notte uno a uno verso il porto evitando di mandare in tilt la circolazione grazie anche a pattuglie dei vigili dedicate.

E qui la scommessa si fa anche più interessante e si chiama “home port”. “Al turista viene offerto un pacchetto unico – continua Monti – per dormire in città, visitare le sue bellezze nel weekend e poi imbarcarsi su una nave da crociera. Un sistema che consentirà, per esempio, di far aumentare di mezzo milione il numero dei passeggeri in transito dall’aeroporto Falcone-Borsellino”. Una macchina che viaggia a piena velocità, ma che deve fare i conti anche con qualche intoppo come quello della stazione del passante ferroviario: un’area da oltre 20 mila metri quadrati che sarebbe dovuta tornare libera ben quattro anni fa e che invece è ancora ostaggio del cantiere.

La dead line è segnata per il 2025 quando il secondo mandato di Monti scadrà, ma i numeri già parlano da soli. “Al porto di Palermo, quest’anno, sono arrivati 600 mila passeggeri grazie alle crociere – aggiunge il presidente – ma possiamo arrivare facilmente a un milione e oltre, se toglieranno le restrizioni anti-Covid che obbligano le navi a limitarsi al 70% della capienza. Questa terra ha enormi potenzialità e vogliamo sfruttarle a pieno“.

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Commenti

    Tutte priorità di cui Palermo ha bisogno! Che bello!!

    A riprova che ciò che di meglio nei secoli è stato fatto di grande in città, è un non siciliano ad esempio Pasqualino Monti che sembra amare Palermo più di un qualsiasi palermitano.
    Grazie Presidente.

    Fine lavori? 2099

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