"Non ci sono candidature salvifiche, c'è da lavorare"

“Non ci sono candidature salvifiche, c’è da lavorare”

Commenti

    LAGALLA SINDACO SUBITO

    Finiscila!

    Complimenti Romano Scoma ….ma c’è qualcun altro??il nuovo che avanza !così come i vari Micciché ecc ecco perché la Sicilia è questa e si merita questo.La cosa drammatica e leggeee ancora sta gente che si candida e non parla mai dì ritirarsi dalla politica attiva.Non riusciamo mai a produrre un uomo diverso da questi signori con una visione manageriale della politica e quindi cosa volete ??teniamoci Scoma Romano e compagnia cantante!!

    ANDATE TUTTI A LAVORARE. pALERMO SI DEVE COMMISSARIARE.

    Ma a Report non diceva che faceva l’imprenditore?

    Si è vero fa l’imprenditore,ha anche riaperto la sirenetta a Mondello ,ma sempre con i soldi della politica…..cioè i nostri!!!!!!’

    Siete nel baratro ,

    parole sacrosante,e’ora che romano si trovi un vero lavoro invece di fondare partitini a raffica totalmente inutili

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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