Sicilia, Ponte sullo Stretto nella manovra di bilancio - LiveSicilia.it

Salvini: “Il ponte sullo Stretto sarà all’interno della manovra”

Commenti

    Grazie Matteo, il nostro ponte finalmente si farà perchè abbiamo un ministro che segue quotidianamente la sua evoluzione di progetto e costruzione facendolo proprio. Tutti i ministri che lo avevano finora preceduto si limitavano solo a parlarne ad ogni morte di papa.

    Il ponte non si farà mai.

    Sin dall’inizio hanno fatto solo consulenze, ed altro, si sono magnati una montagna di soldi e adesso vuole riattivarla in 20 anni hanno realizzato solo un plastico del ponte, ma niente piu’SARA’ IL PIU’ GROSSO ERRORE CHE FARA QUESTO GOVERNO, OPPURE SARA’ IL SOLITO MAGNA MAGNA.

    **La Società Stretto di Messina fu costituita nel 1981 in attuazione della legge n. 1158/1971 per progettare, realizzare e gestire il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente.La Stretto di Messina S.p.A. in liquidazione è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di ANAS S.p.A., che a partire dal 1° ottobre 2007 controlla la Società con una partecipazione al capitale sociale dell’81,848%. **

    Sig. Salvini, al posto di questa vergognosa e ridicola bufala del ponte, perchè non inserisce in questa manovra di bilancio qualche autostrada come la Palermo Catania (non so se l’ha mai percorsa)…..

    Alle corde per un disastroso calo di consensi Salvini gioca la carta del Ponte sullo Stretto. Patetico…

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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