Salvo Andò si candida a Giarre| “Ritrovare la dignità perduta” - Live Sicilia

Salvo Andò si candida a Giarre| “Ritrovare la dignità perduta”

L’ex ministro Salvo Andò scende in campo a capo di un vasto fronte civico e smentisce il sostegno del primo cittadino uscente Sodano: “Vogliamo cose diametralmente opposte a quelle che ha fatto questa amministrazione”.

 

AMMINISTRATIVE 2013
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GIARRE. Dopo aver ricoperto tra le più alte cariche istituzionali, fu ministro della Difesa tra il ’92 ed il ’93, l’on. Salvo Andò torna a Giarre, sua città natale, per correre alle prossime amministrative come candidato sindaco. Andò racconta a LiveSiciliaCatania i motivi che lo hanno spinto a scendere in campo e le sue ricette per Giarre, rispondendo anche a chi lo accusa di essere mancato dal comune ionico per troppi anni. “Sono stato costantemente presente come animatore del dibattito culturale e come autore di una serie di iniziative politiche – spiega l’ex ministro – Dal ’94 ad oggi ho partecipato, non personalmente ma attraverso mie liste, a tutte le campagne elettorali. Ho operato attraverso un circolo di cultura importante, poi attraverso la fondazione e la scuola della democrazia. Credo che la scuola della democrazia sia davvero l’unica cosa importante che si sia fatta in politica a Giarre negli ultimi anni. Credo che nessuno – prosegue Andò – abbia fatto tanto per animare il dibattito culturale ed il confronto politico come quello che ho fatto io. Naturalmente poi faccio anche altre cose, non sono un disoccupato ma credo che questa non sia una colpa”.

Il candidato sindaco smentisce poi le voci su un possibile sostegno dell’attuale primo cittadino Teresa Sodano e ribadisce il concetto di discontinuità, più volte sottolineato in campagna elettorale. “Non ho mai trattato con la Sodano questioni che riguardano la vita amministrativa – dice Salvo Andò – Ho espresso ed esprimo perplessità e dubbi sulla qualità dell’amministrazione della Sodano. Il paradosso è che coloro i quali ripetono questa espressione che ho lanciato io, discontinuità a 360 gradi, poi cercano di insinuare questo elemento di dubbio. Ho visto la lista del centrodestra, sono tutti gli uomini della Sodano. Questo modo di arrampicarsi sugli specchi – dichiara Andò – è un po’ patetico. Le cose che noi vogliamo sono diametralmente opposte a quelle che ha fatto questa amministrazione. A cominciare dal senso di questa mia discesa in campo che è quella di riportare Giarre ad una dignità perduta”.

Per uscire dalla difficile situazione finanziaria in cui si trova l’ente, per l’ex ministro sarà necessaria una forte riduzione dei costi della politica. “Bisogna fare una coraggiosa spending review – dichiara il candidato sindaco – Io direi in una prima fase dovrebbe superare un milione. Il sindaco non prenderà indennità, gli assessori la ridurranno della metà. Non avremo consulenze. Gli unici consulenti saranno dei colleghi che lo faranno gratis. Non avremo legali da pagare profumatamente per cause perse. Il complesso di queste attività, a mio giudizio, ci permetterà di risparmiare molto. Abbiamo un piano energetico – continua Andò – per risparmiare tra il 30% e il 40% . Vogliamo inoltre affrontare anche questo scandalo dei rifiuti e ridurre le tasse cercando di alzare la qualità del servizio”.

Tra i primi interventi ci saranno anche il lavoro, l’aiuto alle imprese e il sostegno alle vittime di violenza. “Il primo punto sarà il problema del lavoro che non si risolve – spiega Andò – promettendo posti all’ospedale ma ripensando anche il sistema dei servizi sociali. Io guardo con grande favore ad un privato sociale che entra nella gestione dei servizi. E poi lo sviluppo. Ci sono delle piccole imprese dimenticate ma che hanno un grande valore tenuto conto delle produzioni che sono in grado di garantire. Imprese – dice il candidato sindaco – che hanno bisogno di vetrine, di essere conosciute. Io penso di fare delle aree espositive. E poi abbiamo il problema di realizzare delle innovazioni che riguardano i diritti. Abbiamo fenomeni di violenza sulle donne, sui bambini e il comune non può essere indifferente rispetto a tutto ciò. Noi dobbiamo scendere in lotta insieme a queste persone vittime di abusi innanzitutto affrontando le spese legali e quando c’è un atto di violenza costituendoci parte civile”.

Andò spiega i retroscena della sua candidatura che non sarebbe nata da un accordo con l’ex assessore al Bilancio del comune di Giarre, Salvo Vitale, fino all’ultimo dato tra i candidati sindaci. “Ho fatto questa scuola della democrazia e con questi ragazzi – svela Andò – si è creato un certo rapporto. Un anno fa ho detto loro che dovevano metterci la faccia, che non dovevano preoccuparsi se avevano i voti ma che dovevano fare una battaglia per sensibilizzare la gente comune della loro ansia di partecipazione. Loro mi hanno chiesto se io ci avrei messo la faccia. Ed io ho risposto che lo avrei fatto se lo avessero fatto anche loro”.

Nessun timore degli avversari, dice il candidato sindaco, ma solo di certi metodi .”La grande sfida che ingaggeremo – dichiara Salvo Andò – sarà quella di far capire alla gente che si gioca una partita decisiva per la loro vita. Io lo so che in alcuni quartieri popolari si approfitterà dello stato di povertà. Torneranno la pasta e i buoni benzina, ma io dirò questo: prendeteli, è un vostro diritto. Chi ve li dà evidentemente ha abusato del potere pubblico. Però sappiate che finite le elezioni – prosegue Andò – probabilmente quelli che oggi si ricordano di voi domani vi tratteranno come cittadini di serie B”. E sui movimenti civici dice: “Sembrano animati da buone intenzioni. Spesso però hanno l’atteggiamento di chi abbaia alla luna. Si tratta – conclude Andò -di risorse importanti e positive che non riescono poi a quagliare sul piano pratico”.

 


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Commenti

    Una brava persona seria, rispettosa ,preparata,educata una persona a cui si può dare il proprio voto peccato che non sono a Giarre ma ho qualche parente ,altrimenti l’avrei votato Salvo Andò

    ma i giovani dove sono, perchè fare sempre i vecchi errori? si parla tanto di disoccupazione e poi!!!!!!!!!!!

    l’on. Salvo Andò torna a Giarre e uno dei suoi impegni e quello di spostare la caserma dei carabinieri nella sede del tribunale, perchè a breve diventerà una struttura abbandonata. lasciando così la vecchia caserma ormai fattiscente. questo confermato dal sindaco uscente dott sodano

    Per correttezza completo il suo invidiabile curriculum:
    Procedimenti giudiziari

    Nel contesto del periodo di Mani pulitedegli anni novanta, dopo aver scontato gli arresti prima e poi i domiciliari successivamente è stato processato dal tribunale di Catania per voto di scambio con il clan mafioso «Santapaola»: il procedimento, durato 7 anni, è terminato il 6 giugno 2000 con l’assoluzione. Ilpubblico ministero nella sua requisitoria aveva definito non provato il fatto del voto di scambio “utilizzando la forza di intimidazione”, quindi escluse l’aggravante che legittimava la promozione dell’azione per un fatto, il voto di scambio, già amnistiato nel 1989. La sentenza ha demolito punto per punto analiticamente la originaria tesi accusatoria, fondata sulla base delle affermazioni fatte dai pentiti; L’insussistenza di qualunque indizio, stando alle dichiarazioni dei pentiti, non avrebbe dovuto dar luogo all’avvio dell’indagine considerato che il semplice voto di scambio era stato amnistiato. La difesa in quell’occasione osservò che si era voluto portar avanti a ogni costo un procedimento per fatti amnistiati cercando fattispecie di reati che potessero sfuggire all’amnistia ma per i quali mancava anche il più elementare indizio così come poi hanno dichiarato nella sentenza. L’avvocatoSandro Attanasio allora dichiarò che si era trattato di un vero e proprio trappolone politico, organizzato da un movimento politico da sempre ostile al leader socialista.[11] Nella sentenza di assoluzione si può leggere inoltre che «il quadro accusatorio risulta infatti contrastato e smentito dalle dichiarazioni rese da numerosi ed autorevoli testi sentiti su richiesta della difesa dell’ Andò (tra i quali gli on.li Contri ed Ayala che hanno fornito un quadro preciso e puntuale della’attività politica svolta dall’on.le Andò), i quali hanno descritto un impegno costante dello stesso nel perseguire forme di lotta alla criminalità organizzata in evidente contrasto con la contestata tesi accusatoria, testimoniato non soltanto dalla pubblicazione di numerosi scritti contro la struttura e la mentalità mafiosa, ma altresì dall’operazione c.d. Vespri siciliani, espressione concreta dell’intervento della struttura statale a salvaguardia della sicurezza e della legalità in Sicilia».[12]Inoltre, è stato rinviato a giudizio per una vicenda di tangenti relative alla costruzione del Centro fieristico le Ciminiere di Catania. Per questo procedimento il 5 dicembre1995 Andò fu condannato insieme all’ex presidente della Regione siciliana Rino Nicolosi e all’ex leader andreottiano Nino Drago; il 30 settembre 1999 la sentenza fu annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione[13]. Nel corso del secondo appello è intervenuta la prescrizione, grazie anche alle attenuanti generiche.

    Nel 2004 la Cassazione conferma la prescrizione affermando tuttavia che i fatti oggetto del processo sono stati provati.

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