Samonà e la tre giorni di Catania "Laboratorio politico e di pensiero"

Samonà e la tre giorni di Catania|”Laboratorio politico e di pensiero”

Commenti

    Ringraziamo ancora una volta lo statista Musumeci per questo bel regalo fatto alla Sicilia alla deriva…………………

    Ecco bravo, tu stai a casa a vedere i cartoni animati così ti rilassi.

    L’altro giorno parlavo con un amico e si conveniva che oggi per fare fortuna non bisogna sapere pensare ne avere cultura per fare fortuna………..

    Poveri sinistri, ieri avevano l’ossessione di Berlusconi e oggi hanno quella di Salvini, per esistere hanno bisogno di un amico da odiare, senza quello non sanno proprio che fare.

    Finito con Salvini, tra qualche mese inizieranno con la Meloni

    …di un nemico ovviamente

    il 3 ottobre è la vigilia delle elezioni amministrative in sicilia, quindi vige il silenzio elettorale. Le autorità facciano rispettare il silenzio elettorale e non diano il permesso alle manifestazioni leghiste.

    Le autorità facciano pure rispettare i nostri porti.

    Domanda per Samonà: ma la poesia “i monaci dell’onore” dedicata alle spietate SS naziste nemiche della libertà come si concilia con il tema del laboratorio politico? La canzone fascista Giovinezza preferita alla canzone antifascista Bella Ciao come si concilia con il tema della libertà? e il saluto al fascista delle chiaie come si concilia?

    Studia la storia compagno e scoprirai che il Comunismo ha causato più di cento milioni di morti. Lascia stare le canzonette e amenità varie…studia

    Con maggiore frequenza in gennaio, ma anche in tutti i rimanenti mesi dell’anno, i viaggi della Memoria al Campo nazista di concentramento di Auschwitz Birkenau sono i più gettonati tra i cittadini, scolaresche comprese. I tour a località fissa, fanno sorgere spontanea la domanda: perchè non parte mai nessun treno per visitare i Gulag sovietici? O perché non partono treni verso l’Istria dove furono decine di migliaia gli italiani infoibati da Tito? O più vicino a noi, viaggi nell’Emilia Romagna, in quei luoghi dove i partigiani comunisti massacrarono sommariamente e senza processo centinaia di presunti fascisti e semplici preti? O per qualcuno le vittime del comunismo non sono degne di essere riconosciute e onorate?
    luoghi dell’Olocausto creati dalla follia nazista andrebbero fatti vedere a tutte le generazioni. Nessun dubbio. Tutti devono sapere affinchè tutto ciò non si ripeta. E’ vero però che la memoria è quasi totalmente occupata dalla narrazione dello sterminio nazista, grande orrore della storia dell’umanità. Ma gli orrori e i massacri di massa, organizzati e pianificati, sono patrimonio anche del comunismo. Non va dimenticato.
    Ricordiamoci cosa è successo nell’ex Unione sovietica. Dal Circolo polare artico alle steppe del Caspio, dalla Moldavia alle miniere della Kolyma in Siberia, le “isole” del Gulag formavano un arcipelago del terrore, popolato da milioni di cittadini sovietici imprigionati e massacrati.

    Bravissimo Antoine, ma stiamo parlando di gente che nega financo le Fobe come se non fossero mai esistite. Ma di che stiamo parlando?

    signor antoine, studia tu la storia e scoprirai che e’ un falso storico la cifra di cento milioni di vittime del comunismo. quasi tutte queste vittime furono i sovietici, i russi e gli altri stati vicini sacrificatisi contro il nazismo e vittime dunque del nazismo.
    Ringrazia i comunisti per la Resistenza e per la battaglia di Stalingrado.
    e in Sicilia ringrazia i comunisti che furono i primi a lottare contro la mafia insieme ai socialisti e furono le prime vittime della mafia insieme ai socialisti (vedi portella e sindacalisti uccisi, ma anche pio la torre, peppino impastato e tanti altri)

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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