San Cristoforo, Lanzafame: |"Comune affidi il Midulla"

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Il consigliere comunale chiede all’amministrazione di raccogliere l’appello della presidente della Fondazione “La città invisibile” e dare in gestione il bene comunale inutilizzato per permettere ai bambini dell'orchestra di avere una sede.

orchestra Falcone e Borsellino
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2 min di lettura

CATANIA – “L’Amministrazione Comunale intervenga immediatamente per dare risposta alle attese dei bambini della “Scuola di vita e orchestra Falcone e Borsellino” che nel cuore del quartiere San Cristoforo rappresenta un’occasione di riscatto culturale e sociale e che oggi chiede al Comune di aprire le porte di un immobile inutilizzato che rischia di essere abbandonato al degrado per poterlo trasformare in un oasi di speranza per i ragazzi del quartiere.

Con queste parole il consigliere Agatino Lanzafame, chiede all’amministrazione di raccogliere l’appello proveniente dalla presidente della Fondazione “La città invisibile” volto a permettere ai bambini della “Scuola di vita e Orchestra Falcone Borsellino” di trovare una sede nel quartiere San Cristoforo nella quale continuare a coltivare il proprio amore per la musica come strumento di riscatto e di rinascita culturale.

“In questi anni l’orchestra ha rappresentato per questi bambini e per le loro famiglie un’occasione di crescita ed un luogo di speranza in un quartiere da sempre caratterizzato da numerose fragilità sociali dove spesso ai ragazzi vengono negati diritti e possibilità che a nessun bambino dovrebbero essere negati”.

“Di fronte al grido di questi bambini non possiamo restare indifferenti, quello che chiediamo all’Amministrazione è di aprire le porte dell’ex cinema Midulla per dare immediatamente una risposta a questi ragazzi o, in alternativa, di individuare immediatamente un sito alternativo nel quartiere S. Cristoforo, prima che nelle famiglie subentri scetticismo e rassegnazione. Una soluzione questa che ci permetterebbe altresì di riconsegnare alla città beni e spazi comuni che le amministrazioni precedenti hanno abbandonato al degrado.”

Beni comuni e sussidiarietà. Il vicepresidente del gruppo “Con Bianco Per Catania” sottolinea altresì la necessità, una volta trovata una soluzione, di andare oltre l’emergenza e di avviare una riflessione più ampia che riguardi il sostegno del Comune alle realtà di prossimità presenti nelle periferie e la valorizzazione dei beni comuni. “Il grido di allarme lanciato dalla Fondazione “La città invisibile” interroga il Comune di Catania su due temi fondamentali che devono rappresentare priorità assolute per l’amministrazione comunale. Il primo è rappresentato dalla necessità da parte del Comune di supportare le realtà che nel territorio comunale, ed in particolar modo nelle periferie, sono in prima linea nel sostegno alle famiglie più fragili, nel rispetto del principio di sussidiarietà tracciato dall’art. 118 della Costituzione,. Il secondo riguarda la valorizzazione del patrimonio comunale che non può e non deve essere lasciato al degrado ma deve essere rigenerato attraverso la compartecipazione dei cittadini alla gestione dei beni e degli spazi comuni.

“In questa consiliatura, conclude il Consigliere, abbiamo iniziato a dare alcuni segnali, piccoli ma importanti, su questi temi, come ad esempio l’approvazione del regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati, adesso è necessario continuare su questa strada con interventi ancor più incisivi.”

 

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