La posta in gioco l’ha fissata, dal suo punto di vista, chiacchierando con il nostro Salvo Cataldo, Luca Sbardella, plenipotenziario meloniano in Sicilia, alle prese con la sfida non facile di tenere tutto insieme dalle parti di Fratelli d’Italia.
“Per noi la sanità è un nervo scoperto, non per quello che è successo a Trapani, ma perché siamo convinti che si potrebbe fare meglio. C’è ancora tanto da fare in questo campo – ha detto Sbardella -. Siamo convinti di potere dare un contributo che consenta di migliorare la situazione nell’interesse esclusivo dei cittadini”.
La battuta sul candidato
E ancora: “È un momento in cui bisogna ritrovare il senso di unità e la voglia di attuare un programma. Forse potrebbe essere anche una conseguenza degli ottimi risultati ottenuti fino ad oggi, in virtù dei quali ci si è un po’ rilassati. Serve un po’ di spinta, il rimpasto potrebbe essere la benzina giusta per ripartire in quarta”.
Infine: “Più che il candidato presidente delle prossime elezioni regionali, ci interessa lo stato di salute della coalizione: cioè la capacità di essere coesi. Il tagliando saranno proprio le prossime Amministrative. Se il centrodestra darà una dimostrazione di coesione e coerenza, la strada per la campagna elettorale delle Regionali sarà più in discesa”.
La posta in gioco: la Sanità
La posta in gioco immediata, dunque, assume la fisionomia dell’assessorato alla Sanità sui cui il partito della premier ‘rivendica’ l’onore e l’onere dell’incarico, come abbiamo raccontato in anteprima. Dietro le formule di rito, le parole di Sbardella suonano con percettibile nettezza. Il rimpasto servirà alla bisogna. Il futuro? Nessuna preclusione, dipende, però, da come si svilupperà il contesto.
Insomma – sembra di capire – se i meloniani verranno accontentati con la poltrona di piazza Ziino, si vivrebbe un più sereno finale di legislatura. Anche la riconferma della candidatura di Renato Schifani – interpretando il pensiero sbardelliano – potrebbe essere ‘in discesa’, specialmente se le Amministrative vedranno la coalizione d’amore e d’accordo.
Il presidente della Regione – che ha annunciato la prossima fine dell’interim – ha già incassato la prospettiva di un bis dal segretario della Lega, Matteo Salvini. Altri segnali espliciti sono arrivati in zona Mpa e Dc.
Le affermazioni di Sbardella, che riflettono verosimilmente la strategia nazionale di Giorgia Meloni, non sono ancora un tappeto rosso, tuttavia appaiono abbastanza concilianti. Ma la sintesi su Palazzo d’Orleans è lontana nei tempi e nei modi. Il percorso, intanto, passa dall’assessorato alla Sanità, il primo nodo da sciogliere per arrivare al fatidico ‘e vissero tutti felici e contenti’. Quasi tutti. Chissà cosa ne pensa l’attuale assessora, Daniela Faraoni.
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