CATANIA – Ci sono tremila tra rimorchi e container bloccati nei porti siciliani. Il primo giorno di sciopero e di fermo indetto dal Comitato dei trasportatori ha lasciato posteggiati centomila bancali di merce destinata alla grande distribuzione.
E altrettanti resteranno non consegnati nel secondo giorno di sciopero, che potrebbe continuare “a oltranza”, come conferma a LiveSicilia Salvatore Bella, il portavoce degli autotrasportatori.
Sicilia, sciopero degli autotrasportatori “a oltranza”
“Apprezziamo la sensibilità della Regione con il presidente Schifani e il presidente dell’Ars Galvagno che hanno ricevuto una nostra delegazione rendendosi disponibili a stanziare delle somme per il combinato strada-mare e accelerare l’incontro con il ministro Salvini considerato che i nostri problemi possono essere risolti solo dal Mit. Il fermo quindi rimane, l’adesione in Sicilia è totale e, in mancanza di risposte concrete, continueremo ad oltranza”, assicura Bella.
Catania, viaggio nella darsena fantasma
In serata la nave Grimaldi che solca l’autostrada del mare verso il Nord è partita senza rimorchi a bordo. Ci sono otto operatori logistici di due grandi gruppi a terra, circondati da centinaia di container fermi. Da soli, Dn Logistica e Luigi Cozza movimentano milioni di tonnellate di merce, centinaia di lavoratori, una rete capillare che gestisce il trasporto dei prodotti che finiscono sulle tavole dei siciliani e degli italiani.
Hanno incrociato le braccia con gli altri big del Comitato Siciliano degli autotrasportatori. Dentro ci sono le principali imprese nazionali, che sono catanesi e ragusane, come Di Martino Group o Cassiba. I telefoni squillano continuamente, Parmalat chiede se oggi il latte sarà consegnato. Stessa domanda la fanno gli altri marchi che si inseguono sulle pubblicità televisive, per finire nel carrello nel circuito della grande distribuzione.
Prezzi di merci e gasolio alle stelle, bancali fermi
Tutto fermo, la guerra ha fatto schizzare il prezzo del gasolio, con un aumento di circa il 30% dei prezzi. A questo nuovo costo si aggiungono gli addebiti delle compagnie di navigazione agli autotrasportatori, compresa la famigerata ecotassa europea Ets, che grava ancora sul portafoglio della logistica. Tutto questo mentre il governo regionale sta studiando una misura da 25 milioni di euro destinata al comparto.
Sonia Nicosia, della Dn Logistica, circondata dagli altri operatori del team, spiega che stavolta non hanno scelta. Sono determinati, rischia di saltare la rete dei trasporti, o forse è già saltata.
Le condizioni erano sul filo del rasoio già qualche mese fa. Poi le bombe in Iran, lo stretto di Hormuz chiuso e il gasolio che diventa oro. “I rimorchi resteranno ancora fermi e ci dispiace se entro pochi giorni gli scaffali dei supermercati potrebbero svuotarsi”, conclude Nicosia.

