PALERMO – Da indagato diventa persona offesa e la sua accusatrice finisce sotto processo. È la storia che coinvolge Fabio Massimo Buccheri, medico di 53 anni. Era stato iscritto nel registro degli indagati sulla base di un esposto anonimo del 2024 in cui veniva accusato di svolgere abusivamente e fittiziamente delle analisi di laboratorio nella struttura F.M.B. di cui è legale rappresentante.
L’esposto del medico
Le indagini dei carabinieri del Nas, coordinate dal pubblico ministero Antonio Carchietti, avrebbero fatto emergere un’altra verità. È stata convocata Celeste Zappalà, anche lei medico, che ha ammesso la paternità dell’esposto. Solo che le accuse si sarebbero rivelate non riscontrabili e dunque calunniose. Da qui il ribaltamento delle posizioni.
Nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice Rosario Di Gioia, Buccheri si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Giovanni Castronovo, mentre Zappalà, difesa dall’avvocato Gianluca Calafiore, ha chiesto sentenza di non luogo a procedere perché l’imputata non era a conoscenza dell’innocenza dell’iniziale indagato.
Secondo il legale della difesa, se fosse stato possibile riesaminare il contenuto della provetta al centro della questione sarebbe stato confermato il contenuto dell’esposto. Il giudice ha rinviato per eventuali repliche e la decisione al prossimo 14 aprile.
La replica di Zappalà
Riceviamo e pubblichiamo la replica di Manuela Zappalà, titolare del laboratorio di base e specialistico: Citobiloba, “in cui giornalmente – scrive – vengono analizzati tantissimi tamponi di pazienti che fanno prevenzione per il cervico carcinoma, verificando l’eventuale presenza di un’infezione da ‘papilloma virus’, (HPV test DNA ) e in cui giornalmente si analizzano tantissimi pap-test con i quali invece si ha un quadro degli eventuali danni che la presenza dell’infezione da papilloma ha causato alla paziente. Faccio questo lavoro da trent’anni e la mia conoscenza dell’argomento ‘papilloma virus’ è stata divulgata in numerosi congressi in cui sono stata chiamata come relatrice. Congressi durante i quali ho anche affrontato il tristissimo caso della morte di una giovane donna di quarant’anni che ha lasciato due bimbi piccoli ed è morta proprio a causa del “papilloma virus”. Tutto questo per far capire quanto ritengo importante e davvero serio tutto ciò che riguarda questo insidioso virus. Pur essendo compiaciuta dal fatto che oltre ai “gossip” si legga sui giornali online, qualcosa che riguardi il “papilloma virus”, ritengo necessario fare qualche precisazione. Dalla lettura dell’articolo penso che vada anche precisato che il mio legale ha chiesto il non luogo a procedere per l’accusa di calunnia a me rivolta non perché non sapevo che la persona che ho denunciato e cioè il dottore Fabio Buccheri, fosse innocente. Io ero in aula ed il mio avvocato ha detto una cosa diversa: ha chiesto il non luogo a procedere perché io sono innocente, io ho detto il vero ed è inconcepibile chiedere di celebrare un processo a mio carico solo perché le indagini espletate su mia segnalazione non apparivano complete: per cui non c’è alcuna calunnia”.

