Scoppia il caso di Giovanni Lombardo| Spallitta: "Le mani sull'Urbanistica" - Live Sicilia

Scoppia il caso di Giovanni Lombardo| Spallitta: “Le mani sull’Urbanistica”

SALA DELLE LAPIDI
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Il via alla campagna elettorale per le prossime comunali, sancito dalla scesa in campo del rettore Roberto Lagalla per il centrodestra e dalle annunciate dimissioni del capogruppo del Pd Davide Faraone, rischia di mettere in subbuglio anche il consiglio comunale.

L’Ufficio di Presidenza, infatti, dovrà presto dirimere una questione in teoria tutta interna al Pdl ma che potrebbe scatenare un nuovo scontro fra maggioranza e opposizione. Tutto nasce dalla scelta del partito del sindaco Cammarata di “punire” Giovanni Lombardo, consigliere vicino al presidente dell’Ars Francesco Cascio, per le sue invettive nei confronti del primo cittadino e del presidente Alberto Campagna. Lombardo, oltre ad essere stato deferito ai probiviri, è stato spostato contro la sua volontà dalla commissione Urbanistica a quella al Bilancio, mentre Giuseppe Milazzo, compagno di partito e fedelissimo del sindaco, farà il percorso inverso.

Misure che Lombardo non ha mandato giù, annunciando il passaggio al gruppo Misto e facendo mancare, di fatto, un altro voto alla già risicata compagine di centrodestra. Ma qui sorge il problema: può il Pdl, nella persona del capogruppo Giulio Tantillo, decidere uno spostamento in commissione che coinvolge un consigliere che non fa più parte del suo gruppo? Una questione non da poco, di cui è stato investito il Segretario generale che, dopo approfondite verifiche, ha però allargato le braccia e domani invierà una nota in merito. Codici e norme alla mano, non esiste univocità di interpretazione quindi la palla ritorna nelle mani dell’Ufficio di Presidenza.

Probabile che Campagna, che è anche coordinatore cittadino del Pdl, avalli la scelta mentre Salvo Alotta del Pd e Sandro Oliveri dell’Mpa potrebbero mettersi di traverso. A dare però una lettura diversa della vicenda ci ha pensato Nadia Spallitta (Sel), presidente della commissione Urbanistica, secondo la quale l’inserimento nella sua commissione di Milazzo sarebbe un tentativo dell’amministrazione di ostacolare il suo operato.

“In particolare il consigliere Milazzo – dice la Spallitta – sostanzialmente ad ogni seduta consiliare ha chiesto con veemenza, a prescindere dall’argomento all’ordine del giorno, le mie dimissioni o che io venissi sfiduciata. E non è un caso che sia proprio lui ad essere designato, per volere del primo cittadino, a far parte di una commissione che si occupa di atti di grande rilevanza economica e strategica, delicati ed importanti per il futuro della città, e certamente intorno alle scelte urbanistiche ruota anche molto del potere e del consenso elettorale. Ma forse il progetto più desiderato – continua la Spallitta – è quello di regalare un’altra mega variante urbanistica a Zamparini, perché realizzi i suoi 700 alloggi, magari in aree rigorosamente di verde agricolo, e un altro mega centro commerciale con accessori (leggasi nuovo stadio)”.


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