Scuola, incontro Scavone-assistenti | Spiragli per i servizi ai disabili - Live Sicilia

Scuola, incontro Scavone-assistenti | Spiragli per i servizi ai disabili

Assistenti igienico-personale in protesta, foto d'archivio
L'assessore ha incontrato i rappresentanti della categoria, che si batte per scongiurare il mancato impiego definitivo
ASSISTENZA IGIENICO-PERSONALE
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PALERMO – Si aprono nuovi spiragli per gli assistenti igienico-personale delle scuole siciliane, impegnati da mesi in una battaglia per scongiurare il mancato impiego da parte delle pubbliche amministrazioni di tutta l’Isola. A dare speranze una videoconferenza a cui hanno partecipato una delegazione del sindacato Slai Cobas Sc e l’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro, Antonio Scavone, affiancato dai componenti dell’Ufficio di gabinetto e dal dirigente regionale del dipartimento Lavoro, Rosolino Greco. Occasione in cui, afferma la sigla, “lo Slai Cobas ha posto subito la questione delicatissima del servizio di assistenza igienico-personale in Sicilia verso gli studenti disabili, svolto nella regione da più di vent’anni da circa duemila assistenti specializzati nelle scuole di ogni ordine e grado”.

La delegazione sindacale ha avuto modo di denunciare diverse criticità: la vicenda più recente riguarda la Città metropolitana di Palermo, che in una nota ha comunicato che durante gli imminenti esami di Stato non fornirà agli studenti disabili i servizi degli assistenti igienico-personale. Disposizioni che secondo la sigla dovrebbero essere “ritirate subito, secondo quanto è previsto dalle legge vigente, a partire dalla legge in merito al servizio di assistenza igienico-personale che rientra tra quelli ‘essenziali e obbligatori’”.

La riunione ha anche affrontato l’immancabile tema centrale: “La categoria degli assistenti igienico-personale specializzati deve continuare a svolgere il servizio in Sicilia senza ‘se’ e senza ‘ma’ – fa presente lo Slai Cobas Sc – e non deve essere messa in discussione la ripartenza del servizio da settembre 2020. A mettere in dubbio la competenza e il diritto al lavoro di questi lavoratori e lavoratrici non sarà nessun parere del Cga, consultivo, per nulla decisionale, senza valore di legge e omissivo nei riguardi di alcune leggi vigenti in materia, né tantomeno iniziative unilaterali, assolutamente arbitrarie e illegittime come quella intrapresa dalla Città Metropolitana di Catania (qui il racconto di cosa è successo nei giorni scorsi, che ha anche portato a un sit-in di protesta il 6 giugno)”.

Ecco perché una delle richieste principali dei rappresentanti degli assistenti riguarda “l’apertura immediata di un percorso legislativo e istituzionale che porti all’internalizzazione o stabilizzazione della figura, che non può più essere soggetta alla precarietà dilagante di questi anni e a criteri assolutamente disomogenei nella Regione”; secondo il sindacato, per via di queste differenze “gli studenti disabili e gli stessi lavoratori nelle diverse Città metropolitane, Consorzi o Comuni sono sottoposti a negative condizioni differenti e sotto diversi aspetti discriminanti”.

Scavone si è subito adoperato per fare chiarezza. In una nota rivolta alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi comunali della Sicilia, l’assessore scrive che dato “l’imminente inizio degli esami di Stato che vedrà coinvolti anche ragazzi affetti da disabilità, al fine di non arrecare maggiori disagi agli stessi già provati dal lungo periodo di lockdown” ha avviato un dialogo con il direttore dell’Ufficio regionale scolastico, Stefano Suraniti. L’obiettivo è “individuare un programma di azioni comuni affinché, fin dal primo giorno di avvio del nuovo anno scolastico 2020-2021, possano essere garantiti a tutti gli studenti affetti da disabilità adeguati livelli di assistenza anche con riferimento alla questione dell’assistenza igienico-personale”.

“L’assessore Scavone ha precisato che anche il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci fosse informato dell’incontro, e si è detto consapevole della complessità della questione – commenta Donatella Anello dello Slai Cobas Sc – sia dal punto di vista degli studenti disabili, sia dal punto di vista occupazionale degli assistenti”. Secondo Scavone il parere del Cga non può essere ignorato, in antitesi con le convinzioni del sindacato, ma l’assessorato ha mostrato la volontà di instaurare un percorso che possa portare a uno sbocco.

Anello e lo Slai Cobas precisano comunque che “le intenzioni per quanto apprezzabili non possono bastare, ma ci devono essere fatti reali e concreti, anche sulla base delle leggi già vigenti che sono chiare e nette. Non è più il tempo delle attese che non risolvono. Si è trattato di un primo passo necessario e apprezziamo che l’assessore abbia mantenuto questo impegno – aggiunge Anello – ma è chiaro che il percorso è ancora lungo e complesso; ribadendo la nostra posizione di assoluta denuncia sulla non legittimità del parere del Cga, riaffermiamo che da qui a settembre urge la definizione e concretizzazione reale di un percorso che salvaguardi la ricchezza di specializzazione degli assistenti igienico-personale siciliani nelle scuole. Noi non ci fermiamo”. Un nuovo incontro fra le parti per aggiornarsi sulla situazione è previsto a metà della prossima settimana.


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Commenti

    Basterebbe chiedersi perché nel resto d’Italia non ci sono questi problemi per capire come la protesta è strumentale. Si faccia in sicilia ciò che viene fatto nelle scuole d’Italia.

    Forse, a volte, prima di parlare, bisognerebbe informarsi. Intanto nel resto d’Italia vige il caos in quanto i c. s., pur avendo tra le loro mansioni la generica assistenza di base, non hanno mai garantito tale prestazione a al che, in alcune circostanze, si è finiti in tribunale. In Sicilia una cosa simile non è mai successa. E poi, caro amico, si informi bene sulle leggi vigenti: la Sicilia è l’unica Regione d’Italia ad assersi dotata di questa figura a seguito di delega dello Stato, il DPR 616/77, che ha trasferito ai Comuni le competenze sull’assistenza scolastica ai disabili, lasciando alle Regioni la regolamentazione. La Sicilia è stata l’unica Regione ad averlo fatto, con l. r. 68/81 con la quale ha detto ai Comuni quale figure servivano e, tra queste, quelle igienico-personale. Nel 1998 col d. lgs. 112/98 art. 139 lo Stato assegna le competenze anche alle Province, a seconda delle scuole frequentate, e un’ulteriore l. r., la 15/2004 art. 22 conferma tutta la normativa pre-edistente. Come vede la Sicilia è l’unica Regione ad aver fornito ai disabili tutte le figure occorrenti e lo fa a seguito di delega da parte dello Stato e non solo, in quanto Regione a Statuto Speciale non ha obbligo a uniformarsi alle leggi nazionali quando queste vanno in conflitto, lo dice la Legge, e non ha nemmeno obbligo a rispettare il recente D. L. 66/2017 in quanto l’art 17 dello stesso lo prevede espressamente. Rispetto assoluto per la diversità di idee, ma se si vuole contestare un fatto, quanto meno bisognerebbe informarsi a priori. La Regione Sicilia ha creato la figura, con una Legge, e dopo oltre 20 anni vuole scaricare i lavoratori solo per risparmiare. Non è così che si risparmia sulla spesa pubblica pubblica. Si discute e si cercano soluzioni. Solo se ci si parla si possono raggiungere dei traguardi. Buona domenica.

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