Semplificazione, il commissario | impugna una parte della legge - Live Sicilia

Semplificazione, il commissario | impugna una parte della legge

Pubblica amministrazione
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Il commissario dello Stato per la Regione siciliana ha impugnato parzialmente la legge sulla semplificazione nella pubblica amministrazione (nella foto l’assessore Chinnici). Il commissario ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale l’art.23 del disegno di legge n. 520-144 bis/A dal titolo “Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della pubblica amministrazione e l’agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della legislazione regionale”. In particolare – dice la nota del commissario – la norma oggetto del ricorso, riguardante la trasformazione in ente economico del Cas (Consorzio autostrade siciliane), viola gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione.

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Commenti

    E meno male che è una legge sulla trasparenza!!! Che figura !!! Arritirativi!!!

    dott. chinnici brava magistrato- assessore chinnici a casa! arritirati!

    ho letto l’impugnativa e mi pare che l’articolo impugnato, forse meritava di non essere votato nel contesto della legge in essere, non vedendo che nesso potesse avere lo stesso con la legge di semplificazione. detto questo in realtà il Commissario dello stato ha ribadito alcuni concetti chiari circa la stabilizzazione dei precari, che era una delle cose nascoste all’interno della norma (150 asu cui trasformare i contratti da determinati a indeterminati), che certamente mi auguro faranno da monito a chi in maniera pervicace sta tentando di fare entrare nuovi precari alla regione, dove peraltro le stabilizzazioni sono state completate da tempo. Mi riferisco alle manovre intorno ai precari della 331 e della 280, come riportate da organi di stampa alcuni giorni orsono, alle circolari poco pubblicizzate, a chi ritiene di avere titolo per entrare alla regione e a chi invece non ha posto in essere alcuna procedura. trattasi di un bacino di 6500 operatori asu, e non di poche centinaia peraltro a Messina, su cui ovviamente si concentrano le attenzioni di maggioranza e opposizione per l’antico e becero gioco della promessa per il voto. Il problema c’è, è serio, ma mi pare che l’ennesima impugnativa del Commissario indichi inequivocabilmente una strada che non consente fughe in avanti, ne pastrocchi d scaricare sulla burocrazia come qualcuno vorrebbe maldestralmente fare.

    la vera semplificazione deve partire dagli assessori e dai dirigenti generali che, prima di muovere un foglio di carta, devono passare il PERMESSO a Don ARRAFFAELE

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