PALERMO – Quindici punti per motivare la sfiducia al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Passa da un documento di tre pagine la strategia di attacco di Pd, Movimento cinque stelle e Controcorrente all’Ars. La mozione conta le firme di tutti i 23 deputati d’opposizione ma adesso, con l’Ars in piena sessione di bilancio, si apre la partita del calendario. Pd, M5s e Controcorrente, che chiedono anche agli altri deputati di firmare il documento, puntano ad ottenere la priorità nel calendario dei lavori rispetto alla Finanziaria.
La Vardera: “Mozione di sfiducia prima della Finanziaria”
“Non si pensi di discutere la mozione di sfiducia al governo regionale dopo la Finanziaria – le parole di Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare la mozione di sfiducia -. Non c’è santo che tenga – ha aggiunto -, la mozione va calendarizzata prima della Finanziaria. Subito dopo il deposito della mozione si convochi la conferenza dei capigruppo. La discussione della mozione è prioritaria”.

La Vardera poi, prendendo spunto da un articolo di LiveSicilia, ha aggiunto: “A distanza di venti anni siamo qui a discutere di una nuova mozione di sfiducia che vede protagonisti ancora Totò Cuffaro e la sanità. A distanza di venti anni le stesse persone e gli stessi errori”.
De Luca: “La capigruppo non fugga dalle responsabilità”
Antonio De Luca, capogruppo M5s, ha lanciato un messaggio alla conferenza dei capigruppo che dovrà decidere sul calendario di Sala d’Ercole: “Non fugga davanti alle responsabilità politiche. Spero nella soluzione migliore: l’immediata calendarizzazione della mozione, alla quale speriamo si aggreghino anche altri colleghi di maggioranza in un sussulto di dignità”.
Catanzaro: “Sfiducia parte in salita ma non abbiamo preclusioni”
Michele Catanzaro, che guida il gruppo parlamentare del Partito democratico, fa i conti sui numeri necessari per sfiduciare il governo regionale: serve la maggioranza assoluta di Sala d’Ercole, ovvero 36 voti. “Sappiamo che la nostra mozione di sfiducia parte in salita: ci sono 23 firme ma è aperta, non ci sono preclusioni. Sappiamo che guardiamo anche all’esterno dell’Ars, perché la nostra idea di alternativa a questo governo regionale prevede anche forze politiche non presenti a Sala d’Ercole. I tempi rispetto alla Finanziaria? Non li dettiamo noi ma credo che il governatore dovrebbe parlare prima rispetto a quanto sta accadendo”.
De Luca: vedremo chi sta con Schifani e chi con la competenza
E Antonio De Luca (M5s) ha aggiunto che “con questa mozione di sfiducia i siciliani avranno una fotografia chiara di chi sta con questo governo e chi no e si costringerà il governatore a venire in Aula a rendere conto delle sue ‘irresponsabilità’. La sfiducia non è una manovra parlamentare – ha aggiunto -, questo è un voto trasparente: da un lato chi sta con Schifani e dall’altro chi ha voglia di ristabilire la competenza”.
*Aggiornamento ore 17
Nel pomeriggio una nota di Cateno De Luca, capogruppo di Sud chiama nord, è intervenuta sulla mozione di sfiducia: “Invito il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, a calendarizzare immediatamente in Aula la mozione di sfiducia al presidente Schifani, prima dell’avvio del percorso sulla legge di stabilità. Sud Chiama Nord, come già detto, è pronta a votarla, in modo da arrivare a 26 voti che, lo ribadiamo, non bastano perché ne servono 36. E dunque, presentare una mozione di sfiducia sapendo di non avere i numeri per farla approvare è mera propaganda, totalmente all’opposto di ciò che serve in questo momento alla Sicilia”. De Luca poi ha aggiunto: “Per questo ho proposto la strada più seria e più coraggiosa, dimetterci tutti, evitando di fare gli indignati a 15mila euro lordi al mese. Adesso la domanda non riguarda me, ma loro: vogliono continuare sulla strada dello sfascismo o intendono finalmente mostrare maturità di fronte ai siciliani? Perché la Sicilia ha bisogno di serietà, non di chi si limita a fare cinema e varietà”.
