Si apre la partita delle commissioni| Il rebus resta il rapporto col Pd - Live Sicilia

Si apre la partita delle commissioni| Il rebus resta il rapporto col Pd

Il sindaco ha incontrato oggi alcuni fedelissimi, decidendo di avviare consultazioni con tutti i partiti fino a febbraio.

sala delle lapidi
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PALERMO – Si cominciano a scaldare i motori in vista delle nuove commissioni di Palazzo delle Aquile. Una partita che si ripete sempre uguale ogni due anni e mezzo ma che stavolta, a differenza del passato, assume un peso politico assai più rilevante. Anche dalla nomina dei presidenti si capirà, per esempio, che tipo di rapporto il sindaco Leoluca Orlando vorrà avere con il Pd. E viceversa.

Le commissioni, come è noto, sono sette e sono degli organismi che (riunendosi quasi ogni giorno) si occupano di alcune materie preparando gli atti che poi arrivano in Aula. Ogni commissione ha un presidente e un vice, per un totale di sette componenti ciascuna (praticamente tutti gli inquilini di Sala delle Lapidi, al netto del presidente).

Nel 2012, all’insediamento della nuova amministrazione, il sindaco decise di tenere per sé tutte le presidenze di commissione, lasciando alle minoranze solo una vicepresidenza dell’Aula. Un atteggiamento di chiusura figlio anche del quadro politico di allora, in cui il Professore era uscito vincitore in solitaria delle elezioni e non aveva debiti di riconoscenza né a sinistra, né a destra. Ma in due anni e mezzo le cose cambiano: la maggioranza, da 30, è scesa a 18 componenti e alcuni presidenti non sono espressione del Mov139, come nel caso della Seconda o della Terza, oppure alcune commissioni esprimono una maggioranza diversa, come al Bilancio o alle Attività produttive dove gli orlandiani di stretta osservanza sono appena due.

Per questo è necessario dare una rimescolata alle carte, bilanciando la presenza della maggioranza d’Aula nelle commissioni. Sembra assodato che il Mov139 terrà per sé almeno quattro commissioni, avendo i numeri, mentre le altre tre andrebbero alle minoranze. Ma quali? Oggi il sindaco ha avuto un primo incontro con Fabio Giambrone, il presidente del consiglio Totò Orlando e il capogruppo Aurelio Scavone proprio per fare il punto.

La decisione è stata quella di rimandare il tutto a febbraio, aprendo una consultazione con le forze politiche presenti in Aula (Pd compreso), senza preclusioni e con l’obiettivo di mantenere quel clima costruttivo che ha permesso al consiglio di portare a casa numerosi atti e anche di peso senza troppi patemi. Ma poi bisognerà decidere: aprire al Pd, immaginando un nuovo dialogo con il centrosinistra, oppure continuare il feeling con il centrodestra, ben sapendo che tra due anni si torna al voto? La partita, come detto, non è semplice e avrà un peso specifico anche sulle future alleanze.

Ma al di là della divisione fra partiti, una volta stabilito a quali forze dare le presidenze bisognerà capire i nomi. La maggioranza dovrà decidere se confermare o meno gli uscenti, sia presidenti che componenti, mentre le minoranze dovranno fare i conti con i nuovi gruppi nati in due anni e mezzo e fare sintesi sulle presidenze. La partita è appena cominciata.

 

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