Palermo e il racket: "Denunciamo"

“Siamo stanchi di mafia e pizzo, i commercianti denuncino” VIDEO

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Parla il titolare di uno dei locali che hanno subito intimidazioni
LA TESTIMONIANZA
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2 min di lettura

PALERMO – Mentre la risposta delle istituzioni, dopo le recenti cronache, si traduce in atti concreti, la guardia resta altissima. In concomitanza con la visita a Palermo del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Andrea Testaverde, titolare del ristorante ‘Il Brigantino’, vittima di intimidazioni, ha fatto il punto della situazione commentando le nuove misure di sicurezza e lanciando un forte appello alla categoria dei commercianti.

Il piano sicurezza: “Fiduciosi, ma servono presidi notturni”

Il potenziamento dei controlli sul territorio e l’implementazione del sistema di videosorveglianza vengono accolti come un segnale positivo. “È un inizio, un passo”, dichiara Testaverde.

“Mettere novanta uomini in campo dimostra che hanno capito che Palermo ha bisogno di aiuto in questo periodo. Siamo molto fiduciosi su questo”.

Il ristoratore ha tuttavia evidenziato la necessità di concentrare gli sforzi in precisi orari della giornata, avanzando una richiesta specifica alle autorità: “Hanno sistemato e stanno implementando le telecamere, ma abbiamo richiesto al prefetto maggiori controlli nelle fasce notturne. Da quello che si evince dagli atti, sono quelle le ore da presidiare maggiormente, dato che questi reati avvengono dall’una di notte alle quattro del mattino. Richiediamo più controlli di notte per stare più tranquilli”.

“I palermitani sono persone perbene”

Oltre alla presenza dello Stato, a dare sostegno alle attività colpite è stata la reazione della cittadinanza e dei clienti, manifestatasi sia attraverso i canali social sia con la partecipazione fisica ai momenti di mobilitazione collettiva. “La vicinanza da parte della gente comune e della gente perbene è stata bellissima e ci ha dato forza e coraggio”, spiega il titolare del locale, sottolineando come la reazione della comunità dimostri una netta distanza dai fenomeni criminali.

“La maggior parte dei palermitani siamo persone perbene – continua -. La gente è stanca di subire ancora nel 2026 e di sentire ancora la parola mafia o la parola pizzo. Si è visto anche nelle manifestazioni che abbiamo fatto a Sferracavallo e a Isola delle Femmine, con tantissime persone scese in piazza al fianco dei commercianti”.

L’appello alla denuncia: “Non siamo soli”

L’intervento del ministro e l’attenzione posta dalla Prefettura vengono letti come una conferma del fatto che gli imprenditori che scelgono la via della legalità non si trovino in una condizione di isolamento. Un presupposto, questo, ritenuto fondamentale per superare i timori legati alle ritorsioni criminali.

“Lo Stato sappiamo che c’è”, conclude Testaverde, rivolgendo un invito esplicito ai colleghi imprenditori del territorio: “Il prefetto ha attenzionato il nostro problema e ci ha messo la faccia, così come le associazioni antiracket che ci seguono. Il commerciante che denuncia o che subisce non è da solo, questo lo posso garantire. Adesso siamo noi commercianti che dobbiamo metterci il coraggio di denunciare questi delinquenti. Bisogna assolutamente denunciare e non piegare mai la testa”.


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