Sibeg e l'indotto, gli effetti |nell'economia catanese - Live Sicilia

Sibeg e l’indotto, gli effetti |nell’economia catanese

L’Università di Catania ha condotto uno studio sull’impatto socio-economico dell’azienda leader in Sicilia nella produzione della Coca Cola.

IL REPORT
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CATANIA- A Catania la Sibeg, storica azienda dedita alla produzione, imbottigliamento e distribuzione di tutti i prodotti ‘The Coca Cola Company’, chiude con un fatturato lusinghiero congiuntamente ad un impatto socio-economico diretto e indiretto pari a 41 milioni di euro. Ad illustrare quest’oggi lo studio sugli effetti economici della realtà imprenditoriale catanese lungo tutto il territorio c’era un nutrito parterre: Elita Schillaci, professoressa del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università degli Studi di Catania nonché responsabile del progetto di ricerca; Luca Busi Amministratore Delegato di Sibeg, e Vittorio Cino Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia. C’erano anche Paolo Ezechia Reale, assessore regionale all’agricoltura, l’onorevole Lino Leanza; Giuseppe Castiglione, sottosegretario di Stato all’agricoltura; il sindaco Enzo Bianco per i saluti di apertura; Antonello Biriaco, presidente della Biriaco Metalmeccanica. A moderare il workshop il giornalista Marcello Sorgi.

Una ricchezza che si riflette sul territorio sotto forma di potere d’acquisto e derivante dalla quasi totalità del fatturato annuo dell’azienda, pari al 96% di 107milioni di euro. Dal rapporto, infatti, emerge che il valore complessivo di tutti gli impatti generati da Sibeg, – compreso quello che riguarda la spesa in consumi al netto dei risparmi delle famiglie siciliane, il cui salario è riconducibile alla Sibeg – è rilevante non solo sotto l’aspetto economico ma anche su quello sociale. Si tratta di dati che genererebbero poi redditi da lavoro in misura superiore rispetto al peso del fatturato stesso della Sibeg. Tra i primi indicatori, infatti, ci sarebbe quello relativo all’occupazione per i lavoratori e per le tutte le diverse realtà che operano nella filiera. Nel 2012, infatti, create 1.353 posizioni lavorative, ma non solo perché ” La collaborazione – ha dichiarato Elita Schillaci – con l’imbottigliatore siciliano è particolarmente proficua per le imprese che operano nella logistica. Dal punto di vista occupazionale l’impatto più importante è infatti quello sulla filiera a valle, dai distributori fino ai punti vendita, che impiegano – conclude – grazie a Sibeg 943 dipendenti indiretti”.

E la soddisfazione per gli ottimi risultati in Sicilia riempie di orgoglio l’amministratore delegato Sibeg, Luca Busi, che a tal proposito dichiara di sentirsi siciliano. “Siamo fieri dei risultati emersi dallo studio condotto dall’Università di Catania – ha affermato Busi- Un percorso che ci ha portato a essere player primari nel settore delle bevande, con una quota di mercato che supera del 10% quella dei nostri diretti concorrenti”. Ma naturalmente non è sempre facile. La coca cola è il soft drink più conosciuto al mondo, ma anche tra i più imitati. La concorrenza, infatti, specie negli ultimi anni è diventata sempre più competitiva e la crisi che ha messo in ginocchio molti settori non ha risparmiato neanche la Sibeg. “Ho gestito – ha sottolineato Busi – l’ultima grossa crisi nel 2001, proprio quando fui promosso amministratore delegato, e abbiamo dovuto studiare un piano di razionalizzazione e riorganizzazione dell’azienda. Il passaggio più drammatico, sicuramente, è stato quando all’acquisizione della Sibeg, – ha concluso l’AD – è seguita la decisione di chiudere lo stabilimento di Palermo”.

“Non può esistere un’economia disgiunta dalla cultura – ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura Ezechia Reale – Occorre lavorare per far si che l’esperienza e l’apporto di tecnologie e metodi di lavoro sperimentati da strutture all’avanguardia come la SIBEG costituiscano effetto trainante nei confronti delle tante altre eccellenze siciliane spesso incapaci di generare collegamenti proficui con il territorio. Il grande limite dell’economia siciliana – ha precisato – è, però, ancora oggi quello della frammentazione dell’impresa e del forte individualismo che genera sfiducia e incapacità di attivare meccanismi di collaborazione e scambio con il territorio circostante. L’attività realizzata da SIBEG in questi anni, esercitata alla luce di un modo di fare impresa che proviene dalla cultura delle multinazionali, costituisce un esempio di valorizzazione, integrazione con la realtà produttiva in cui opera”.

Ed il sottosegretario di Stato, Giuseppe Castiglione si congratula con la famiglia per avere dato vita a Catania ad un’importante realtà imprenditoriale. “Dobbiamo essere – ha detto – tutti grati alla famiglia Busi per aver creato valore e sviluppo nel tessuto economico siciliano in maniera duratura”. Il sindaco Enzo Bianco: “Anche la mia storia personale è stata legata, fin dall’inizio, a questo manipolo di capitani coraggiosi simbolo di una Catania ‘effervescente’. La Sibeg si è confermata azienda solida e innovativa anche nell’affrontare la crisi cogliendo tutte le opportunità e ponendosi come esempio anche per le aziende dell’indotto. Catania e la Sicilia hanno un grande bisogno di responsabilità imprenditoriale e i numeri emersi dalla ricerca dell’Università hanno dimostrato – ha concluso Bianco – le straordinarie ricadute sul territorio che si ottengono grazie a questa cultura”.


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