PALERMO – Alta tensione nel campo largo. A 24 ore dall’arrivo di Giuseppe Conte in Sicilia, è Avs a porre ancora una volta sul tavolo il caso De Luca. Pierpaolo Montalto, segretario di Sinistra italiana in Sicilia, e il portavoce regionale di Europa verde, Fabio Giambrone mettono ufficialmente il veto sull’alleanza tra centrosinistra e Sud chiama nord.
L’attacco di Avs su Sud chiama nord
“Da tempo Avs segnala a tutto il campo progressista l’assoluta incompatibilità politica tra la nostra coalizione e Scn”, dicono Montalto e Giambrone. “Per mesi abbiamo letto e ascoltato il Partito democratico definire De Luca un interlocutore politico credibile e affidabile – continuano – e per mesi abbiamo ricevuto l’assoluta indisponibilità del Pd a escludere pubblicamente dal fronte progressista Sud chiama nord”.
“Nessuna presa di posizione da Conte”
A ravvivare la brace che covava da tempo tra gli alleati del campo largo è stato l’ingresso del consigliere comunale ex Forza Italia Riccardo Pellegrino nelle file del movimento Sud chiama nord. Montalto e Giambrone ricordano come Conte abbia ritenuto di “non dover prendere una posizione esplicita sulla possibilità di accogliere nella coalizione De Luca”. “Pellegrino, come è ampiamente noto a tutte e tutti, è stato condannato (in primo grado, ndr) per corruzione elettorale”, evidenziano.
Avs: “De Luca e Pellegrino non possono stare nel centrosinistra”
Gli esponenti di Avs invitano Pd, M5s “e chiunque altro non abbia ancora avuto il coraggio” a prendere “una posizione chiara e definitiva”. “Non è possibile avere De Luca e Pellegrino nel centrosinistra, e allo stesso tempo rispettare il lavoro di donne e uomini del campo progressista che ogni giorno si battono contro malgoverno e malaffare”, affermano.

Il caso De Luca nel centrosinistra era stato sollevato già nelle scorse settimane, prima che il sindaco di Taormina ufficializzasse l’ingresso di Pellegrino in Scn. Ma c’è di più, Montalto e Giambrone aggiungono: “In un momento in cui sembra avviata una mortificante campagna acquisti anche dei fuggitivi dalla Dc di Cuffaro, davanti all’incapacità di fare scelte coraggiose e coerenti, anche in comuni travolti dallo scioglimento dei consigli comunali e della rimozione forzata degli organi di governo del territorio per gravi infiltrazioni mafiose, noi crediamo che sia ora di dire basta”.
L’ultimatum di Avs agli alleati
Da qui l’ultimatum: “Il campo progressista chiarisca subito cosa vuole essere”. Questo perché “la situazione è diventata gravissima e questa inaccettabile deriva – concludono Montalto e Giambrone – dev’essere fermata subito. Per il bene della nostra coalizione ma soprattutto della Sicilia che ha bisogno di un’alternativa di governo realmente credibile”.

