Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Recuperare decessi è ormai diventata una consuetudine quotidiana.
Devo riconoscere che il governo di Mario Draghi fissando insieme al CTS come data di fine emergenza Covid il 31 dicembre di quest’anno ha proprio visto giusto. Il picco è stato superato ed i contagi continueranno a scendere fino ad azzerarsi per quella data.
Ha ragione. Draghi si fa un baffo di Nostradamus
finite le vacanze, finita la massa dei turisti, finiti o comunque contenuti gli assembramenti, era logico che i contagi sarebbero scesi.